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Sanremo 2022, torna Achille Lauro: “Domenica” al Festival e il “Lauroverso”

Achille Lauro in conferenza stampa pre-Sanremo

Achille Lauro ci ha abituati alle sorprese, da sempre. Il performer e artista romano è molto atteso al prossimo Festival di Sanremo 2022.
L’artista ha presentato in conferenza stampa “Lauro – Achille Idol Superstar”, una nuova edizione del suo ultimo album Lauro (già disco d’oro), in uscita l’11 febbraio prossimo e assicura “porto al Festival una messa in scena totale”. Diciamo subito che si tratta di un “crossover” tra diversi generi che trascinano e assaporano immediatamente il respiro internazionale, perchè questo è l’obiettivo di Lauro. La copertina di “Lauro – Achille Lauro Superstar” è un’opera originale degli artisti internazionali contemporanei di origine italiana Miaz Brothers, molto attivi tra Valencia e Londra.
Una nuova edizione per “Lauro”, a rinnovarlo e riscoprirlo davvero in maniera completa. Sono 7 le tracce inedite (brani rimasti a metà successivamente ripensati dall’artista) che integrano il suo ultimo lavoro, una prosecuzione naturale ed evolutiva del percorso fatto con l’album 1969. Tra le sette tracce, c’è anche il singolo “Domenica“, attesissimo brano che Achille Lauro porterà in gara tra i big (ricordiamo che non c’è più la divisione con i giovani) alla 72ma edizione del Festival di Sanremo. Lauro ha un percorso artistico molto particolare, trasversale, diventato iconico. E’ partito dal rap molto crudo (di nicchia)che parlava dei problemi delle periferie e dei quartieri fino ad arrivare a sonorità latine e ricerca di suoni più elettronici. Ha sempre avuto uno stile e un “concept” un filo punk con lo stile e il gusto verso i più grandi rocker e punk-rocker della storia. Non l’imitazione, ha sempre tenuto a dire, bensì l’ispirazione. Piaccia o meno, crediamo che tutto questo lo abbia dimostrato tra il 2019 e il 2020 proprio sul palco dell’Ariston.

Amato, odiato, amatissimo, eccentrico, estremo, non ci sono mezze misure per lui; paragona la visione ipotetica di un Dio, con quella di un essere umano cresciuto in un contesto popolare e di disagio sociale:

“Per me nel 2022 la musica si guarda, si ascolta, si percepisce” – afferma l’artista romano – “è un mondo che spazia ovunque”. E’ questo il fulcro del nuovo Sanremo di Achille Lauro (al secolo Lauro De Marinis) – il quarto, per l’esattezza, che dopo Rolls Royce, il “Me ne frego”, le statue e i quadri performanti dello scorso anno si presenta con questo brano “Domenica”, la chiave di accesso verso il Lauroverso, una serie di progettualità legate al metaverso, il repack del disco Lauro, un “crossover con il musical”, un tour con orchestra e band e un concerto-evento nel mondo del gaming: il tutto pensato per “sfondare” finalmente a livello internazionale.

Alla domanda “Cosa rappresenti il Festival per lui, Lauro risponde testuale “Una vetrina prestigiosa in cui presentare il nostro progetto e ci arriviamo con la stessa filosofia che avevo all’epoca di “Roll Royce”. Quel brano era un pezzo punk, un pezzo molto diverso da quello che facevo io e da quello che proponeva la new wave italiana” – E ancora “ Con il brano “Domenica” si chiude un cerchio, è una sorta di continuità con quel brano ma ha anche una sua propria identità: un cambio di sound, una voglia di ricerca e sperimentazione ma sempre con la stessa anima, con lo stesso cuore”.

Di cosa parla il pezzo di Sanremo “Domenica”?

“Domenica racconta del giorno della settimana in cui siamo liberi e ci si diverte, ci si riposa”. C’è già chi ha criticato il brano e Lauro risponde “Ho letto tante cose, ma ricordo a tutti che agli ascolti dicevano che “Me ne frego faceva” era brutto, poi è stato un evento, ha avuto una forza dirompente, forse una delle cose più dirompenti degli ultimi dieci anni di musica italiana, nel bene o nel male, una cosa unica”.

Un sogno: un musical da portare in giro per il mondo:
L’obiettivo di Achille Lauro è sempre quello di stupire e di raccontare, non è quello di competere, come se il Festival e il palco del Teatro Ariston fossero in un programma a parte, cinque serate in cui per 4, 5 minuti può raccontare se stesso. “Se avessi voluto competere, avrei portato un pezzo come “16 marzo”, una ballad, un brano che non fosse divisivo senza provocazioni per discussioni”. Grande l’attesa anche per la serata cover, quella dei duetti (ancora negli occhi, l’intensa performance insieme ad Annalisa con la cover del brano di Mia Martini “Gli uomini non cambiano”, Sanremo 2020) che quest’anno avverrà venerdì 4 febbraio: una coppia attesissima quella con Loredana Bertè per cantare insieme la struggente “Sei bellissima”, che la Bertè portò al successo nel 1976 con l’album “Normale o super”. Un brano malinconico con la sua voce graffiante e disperata, un tentativo in quel periodo di addolcire una Loredana troppo “aggressiva” e dirompente.
Superato il Festival, abbiamo una certezza: un cambio totale per Lauro, l’uscita del disco l’11 febbraio prossimo, un percorso artistico che non solo sta per chiudere un cerchio ma per aprirne un altro: l’album è stato completato su un’isola in cui Lauro e il suo team si sono rifugiati e isolati da tutto e tutti per alcuni mesi. A questo proposito, dice “E’ stata un’esperienza illuminante. Dovevamo stare via una settimana, ma siamo rimasti cinque mesi; ho sempre detto che per fare una session mi chiudevo in una villa ma stavolta la session è diventata la nostra vita. Sull’isola dove mi sono rifugiato non c’era nessuno: soltanto io e altre cinque persone”.