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Sanremo 2022, Gianni Morandi – “Meglio in gara che ospite ma con la tremarella!”

Anche Gianni Morandi, classe 1944, presente al Festival di Sanremo 2022 con il suo brano “Apri tutte le porte”, ha chiacchierato con la stampa.
La conferenza stampa pre-sanremese di Morandi, in diretta dal Teatro Duse di Bologna per parlare del brano che ha scritto per lui Lorenzo Jovanotti, e che Morandi porterà in gara al Festival dal 1° al 5 febbraio prossimi. Tra una prova e l’altra del suo spettacolo “Stasera gioco in casa”, interrotto dalla pandemia come ogni spettacolo teatrale in questi ultimi due anni, Morandi ha raccontato di questo periodo storico, della pandemia, dello spettacolo fermo e in difficoltà, del suo incidente nel marzo 2021 alla mano, a causa di una grave ustione e della mancata esclusione dal Festival, schivata davvero per poco a causa di un piccolo “incidente tecnico” avvenuto sui social, sulla sua pagina Facebook. Come noto, l’artista di Monghidoro in provincia di Bologna, aveva per errore postato per qualche secondo il brano in gara, divieto assoluto di farlo ascoltare in anteprima, pena appunto l’esclusione dalla kermesse.

L’incidente alla mano, l’ospedale e la riabilitazione, gli hanno dato forza “Sono riuscito a pensare che mi sono salvato prima di tutto e che ho salvato la vita”. Un incidente che lo ha “cambiato ma dato forza per andare avanti”.
L’umiltà, la grandezza di un artista con una carriera lunghissima che non esita anche a raccontare le sue paure “La tremarella può venire anche a uno come me, perché quel palco lì ha qualcosa di diverso, di unico. La paura più grande? Perdere la voce per l’ansia”.

Il punto di svolta l’incidente del 2021 e la chiamata di Lorenzo Jovanotti:

Durante la convalescenza a causa dell’ustione, Gianni ricevette una telefonata da Lorenzo Jovanotti, preoccupato dalle sue condizioni di salute, e sentendolo molto demoralizzato gli propose una sua canzone rimasta nel cassetto “L’allegria”, titolo di buon auspicio e che poi, dopo il primo ascolto da parte dell’artista emiliano, è stato uno dei brani hit dell’estate 2021. Per Gianni Morandi quella canzone è stata assolutamente una terapia perfetta per l’umore e per rimettersi in pista, portandolo inoltre a sentirsi sempre più frequentemente con Jovanotti, tanto che Gianni andò a trovare Lorenzo a Cortona, tra l’altro città natale del suo autore storico Franco Migliacci. Con Jovanotti lo accomunano “l’allegria, la positività, l’amore per la musica e per lo sport”.

Senz’altro un Gianni Morandi rilassato e sereno quello visto in conferenza stampa, pronto a tornare sul prestigioso palco dell’Ariston e anche desideroso di chiacchierare con i giornalisti, concedendosi alle nostre domande su Zoom. Morandi è un veterano del Festival, sia in gara sia come ospite e conduttore, vincendo nel 1997 con Tozzi e Ruggeri con il brano “Si può dare di più” , prima volta di un’esibizione dal vivo senza playback.  “Preferisco la gara all’essere ospite, perché è senz’altro molto più divertente, più stimolante, più elettrizzante. Si vive molto di più il Festival, si entra dentro la macchina stessa della gara, questo è un palco straordinario e importantissimo. Sanremo mi piace e sono davvero contento, vado con l’entusiasmo di un debuttante”.

“Non importa la classifica, contano di più l’emozione e la canzone”:
Il desiderio di Gianni Morandi è che il brano in gara alla 72ma edizione del Festival di Sanremo Apri tutte le porte piaccia, senza ansia di classifica “Forse un tempo noi cantanti temevamo che l’eliminazione dalla gara ci avrebbe portati e perdere il pubblico e a non fare più concerti ma ormai non è più così da anni. Un grande artista può venire tranquillamente in gara e mettersi in gioco come per esempio ha fatto qualche anno fa Fiorella Mannoia, facendo molto bene”.

Quanto è cambiato in questi anni, in termini di organizzazione?
“Insomma, parecchio, non ci sono più i Festival di una volta – sembra un modo di dire ma è proprio così – partecipare e condurre sono due cose molto diverse. Oggi per Amadeus è più facile, da direttore artistico, così come lo è stato per Claudio Baglioni e Carlo Conti. Se penso che dovetti quasi mettermi in ginocchio per convincere Roberto Vecchioni a partecipare al mio Festival! Ma poi sono riuscito a portare sul palco dell’Ariston anche Dalla con Carone e Battiato.