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Covid, su trasporti e Green pass la ripresa della scuola è nel caos

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Dal primo settembre si cambia: il Green pass sarà necessario anche per viaggiare su treni e autobus a lunga percorrenza, e su aerei e navi. E non solo: sarà indispendabile anche per insegnare a scuola e per entrare all’università. Così viene esteso l’obbligo della certificazione verde, non solo per mangiare e bere al chiuso in bar e ristoranti o per andare a cinema o teatro.

Per il trasporto locale, che comprende metropolitane, tranvie, bus urbani e regionali al momento non valgono le nuove regole introdotte dal decreto, e quindi l’obbligo di Green pass. Ma quello della mobilità è è uno dei punti più spinosi in vista del ritorno a scuola in presenza. Il 13 settembre è il giorno fissato per l’inizio delle lezioni, ma già dal primo del mese i primi studenti rientreranno a scuola per i corsi di recupero.

I presidi hanno chiesto linee dedicate agli studenti, in risposta hanno ottenuto la promessa di un potenziamento delle corse, con l’aumento della capienza fino all’80%. E per far rispettare le regole anti-Covid sono pronti al ritorno sui mezzi pubblici anche i controllori. I problemi della scuola non finiscono qui, perché i presidi sono ancora in attesa di direttive da parte del Ministero sui controlli del Green pass.

E’ stata respinta dal Garante della privacy la richiesta di avere gli elenchi dei vaccinati per velocizzare le procedure di controllo. L’unico requisito per l’entrata a scuola sarà la certificazione verde, che può essere ottenuta anche con un tampone ogni tre giorni. Test che sarà gratuito solo per chi ha problemi di salute certificati.

Intanto si discute anche sull’ingresso scaglionato. Come l’anno scorso gli studenti entraranno in due fasce orarie diverse, per alleggerire il peso sui trasporti pubblici. Si ragiona sugli orari: l’ipotesi più gettonata al momento è quella di avviciare le fasce orarie alle 8 e alle 9.40.