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Ostia tra destagionalizzazione e nuova visione del litorale: con Caliendo a Roma di Sera

Cabine, PUA e proposta di 4 km di spiaggia libera inclusiva a Ostia. Obiettivo: litorale aperto tutto l’anno con servizi e accessibilità.

Ostia tra destagionalizzazione e nuova visione del litorale: con Caliendo a Roma di Sera

Ad Ostia, nel Decimo Municipio, la stagione balneare si allunga e il dibattito si scalda. Il Comune spinge sulla destagionalizzazione e lavora a un’ordinanza invernale, mentre molti stabilimenti invitano a svuotare le cabine in vista degli smontaggi imposti dal PUA. In regia, l’Assessore capitolino Zevi ha fissato l’orizzonte: "l'obiettivo è tenere aperti tutto l'anno".

L’Assessore municipale Antonio Caliendo ha ricordato l’origine della scelta di prolungare l’apertura: "è stata una volontà soprattutto personale di voler comunque rendere omaggio a un ottobre le famose ottobre delle romane". E ha aggiunto: "le spiagge liberatrizzate saranno aperte fino a ottobre", complice un meteo che, negli ultimi anni, regala ancora giornate da bagno nel cuore dell’autunno.

Massimo Muzzarelli a Roma di Sera

La sostenibilità economica, però, non è scontata. Il rappresentante di Fedel Balneari Roma, Massimo Muzzarelli, è schietto: "in maniera generalizzata in assoluto non è conveniente" rimanere aperti a ottobre per tutti. E sugli smontaggi: "si poteva fare diversamente però è andata così". Per molti romani la cabina era una "seconda casa": una memoria affettiva ma anche una soluzione accessibile per famiglie e nonni. Caliendo lo rivendica con forza: "non c'è cosa più di sinistra più socialista della cabina".

Il nuovo corso del litorale, con delega al Campidoglio, punta a meno volumetrie, più trasparenza visiva sul mare e un equilibrio tra concessioni e spazi pubblici. Il Parco del Mare e il PUA ridisegnano funzioni e servizi in una logica di lungo periodo. La sfida è tenere insieme antropizzazione e fruizione libera, valorizzando turismo, ristorazione e accessibilità in tutte le stagioni.

La spiaggia libera

Proprio su questo crinale, gli operatori hanno messo sul tavolo una proposta dal respiro strategico: tra Canale dei Pescatori e confine con Capocotta, "quattro chilometri di spiaggia completamente libera dedicata alla libera fruizione attrezzata". Un tratto pensato come corridoio 100% pubblico, con salvamento su torretta, percorsi per disabilità motorie, aree per neurodivergenze, spazi per ipovedenti e ipoacusici. Nelle parole di Muzzarelli, una spiaggia "assolutamente inclusiva", integrata da una barriera soffolta posata alla giusta distanza per recuperare arenili e, in coda, un "surf reef generator" che salvi il surf a Ostia.

Il resto del litorale – soprattutto il fronte più antropizzato fino al Porto – manterrebbe stabilimenti e servizi, anche con una passeggiata continua che costeggi i concessionari e, a destra, 100 metri di sabbia libera. Una visione che, nelle parole di Caliendo, potrebbe garantire quel 50% di spiagge pubbliche previsto dal PUA e una grande spiaggia attrezzata in cui "la fruizione è gratuita e libera".

Il confronto è aperto: il Comune dovrà valutarne la compatibilità urbanistica e ambientale, calibrando il rapporto tra stabilimenti, spiagge libere e infrastrutture costiere. In parallelo, è attesa l’ordinanza invernale, che dovrebbe riconoscere la continuità dei servizi di ristorazione sul mare e lo sviluppo di offerte sportive e culturali d’autunno e inverno.

Ostia è a un bivio storico: trasformare la spinta alla destagionalizzazione in un volano per un litorale più inclusivo, sostenibile e attrattivo tutto l’anno. La proposta dei 4 km di spiaggia libera inclusiva indica una rotta ambiziosa. Tocca alle istituzioni, in dialogo con operatori e cittadini, tradurla in un progetto esecutivo capace di coniugare tutela ambientale, accessibilità universale e qualità dell’esperienza balneare.