Ospite in collegamento: Silvia Tocci, direttrice di “Ostia TV”
Rintracciato dopo quattro mesi il terzo uomo che, secondo gli inquirenti, si trovava a bordo dell’auto fuggita a Ostia il 31 maggio, durante un controllo di polizia finito con l’investimento di due ragazze minorenni. Si tratta di un 26enne di origini cilene, sottoposto a fermo di indiziato di delitto al termine di un’attività congiunta della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri. L’Autorità giudiziaria ha convalidato il fermo e disposto la custodia cautelare in carcere, con trasferimento nella casa circondariale di Regina Coeli.
La fuga del 31 maggio a Ostia
La vicenda risale alla tarda mattinata del 31 maggio, quando sul litorale romano erano in corso servizi di ordine e sicurezza pubblica predisposti per il passaggio dell’ultima tappa del Giro d’Italia. Secondo la ricostruzione investigativa, una pattuglia del X Distretto Lido aveva intimato l’alt a un’auto con tre persone a bordo. Il conducente, dopo avere dato l’impressione di volersi fermare, avrebbe improvvisamente ripreso la marcia proprio mentre gli agenti stavano scendendo dalla volante.
Ne era seguito un inseguimento attraverso le strade di Ostia. Nel corso della fuga, l’auto aveva investito due adolescenti, che erano rimaste ferite, per poi terminare la corsa contro una pattuglia del X Distretto. Due occupanti del veicolo erano stati bloccati nell’immediatezza, mentre il terzo passeggero era riuscito a far perdere le proprie tracce.
Due arresti immediati, il terzo uomo in fuga
Il conducente e l’uomo seduto sul posteriore erano stati fermati subito dopo l’incidente. In sede di convalida, il Giudice per le indagini preliminari aveva contestato ai due, tra le diverse ipotesi di reato, anche il tentato omicidio delle due ragazze investite. Il terzo passeggero, invece, era riuscito a sottrarsi ai controlli scavalcando la recinzione di un’abitazione privata, avviando una fuga che ha impegnato per mesi gli investigatori.
Telecamere e accertamenti tecnici per l’identificazione
Gli investigatori del X Distretto Lido hanno passato al setaccio le immagini della videosorveglianza e svolto ulteriori accertamenti tecnici, riuscendo a ricostruire i movimenti del 26enne nelle ore successive alla fuga. Secondo quanto emerso, l’uomo avrebbe trascorso le prime ore in un luogo individuato dagli inquirenti e, successivamente, si sarebbe spostato tra diverse province italiane, sostando in più strutture ricettive tra alberghi e bed & breakfast.
Il lavoro di analisi dei filmati e la raccolta degli elementi utili all’individuazione sono proseguiti senza sosta, fino al coinvolgimento operativo anche della Compagnia Carabinieri di Ostia. La sinergia tra forze dell’ordine ha consentito di localizzare e bloccare il giovane, chiudendo il cerchio su una fuga iniziata nel pieno di un servizio di sicurezza legato a un grande evento sportivo sul litorale romano.
Fermo eseguito a Ostia e misura cautelare in carcere
Dopo il rintraccio, il 26enne è stato accompagnato al comando di via Zambrini, dove gli investigatori del X Distretto Lido e i militari dell’Arma hanno proceduto al fermo di indiziato di delitto. L’Autorità giudiziaria ha quindi convalidato il provvedimento, disponendo la custodia cautelare in carcere a Regina Coeli.
Il trasferimento nella casa circondariale romana chiude la fase operativa del rintraccio e apre quella giudiziaria. Il provvedimento restrittivo è stato adottato dopo la valutazione degli atti di indagine prodotti da Polizia e Carabinieri, che hanno ricostruito il ruolo dell’indagato all’interno dell’episodio avvenuto a Ostia.