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Ambulanti abusivi a Roma, il giro d'affari è da capogiro: le stime di Confesercenti

Confesercenti stima 7mila venditori abusivi a Roma e un giro d’affari oltre 2 miliardi. Dalle periferie al centro, il fenomeno è più esteso che mai.

Ambulanti abusivi a Roma, il giro d'affari è da capogiro: le stime di Confesercenti

Ospite in collegamento: avv. Valeria Graziussi, Movimento Difesa del Cittadino Lazio

L’abusivismo commerciale a Roma assume sempre più i contorni di una rete estesa che attraversa la città da nord a sud: secondo la stima di Confesercenti, nella Capitale operano circa settemila venditori abusivi, con un giro d’affari superiore ai due miliardi di euro. Un fenomeno che emerge con chiarezza dalla successione di sequestri, controlli e sgomberi eseguiti dalle forze dell’ordine e dalla polizia locale, chiamate a intervenire sia nei quartieri periferici sia lungo le principali aree monumentali.

Un fenomeno esteso nella Capitale

La fotografia tracciata dai dati e dalle operazioni sul campo indica un vero e proprio mercato parallelo che intercetta le aree più frequentate. Dalle stazioni e dai grandi mercati rionali fino alle strade del centro storico, l’ambulantato irregolare si concentra dove è maggiore la possibilità di incontrare potenziali clienti. Le recenti attività di contrasto hanno confermato la diffusione del fenomeno: agli ultimi blitz scattati a Tor Bella Monaca, Centocelle e Talenti sono seguiti sequestri di migliaia di articoli e centinaia di denunce.

Dalle periferie ai mercati: la geografia dell’irregolare

Il quadro che emerge dai quartieri racconta una presenza capillare. A Tor Bella Monaca, i controlli hanno interessato in particolare l’area del mercato tra via Ferdinando Quaglia e via Santa Rita da Cascia, dove sono state individuate bancarelle prive di autorizzazione e sequestrata una grande quantità di merce. A Centocelle, in piazza delle Gardenie, è stato documentato un mercato abusivo attivo nelle primissime ore del mattino, con banchi montati e smontati rapidamente per eludere le verifiche. A Talenti, in via Ugo Ojetti, è stato individuato un altro punto di vendita irregolare, mentre a Tor Sapienza e lungo la Casilina le attività si concentrano nelle aree di maggior passaggio e in prossimità dei mercati rionali.

Nel quadrante nord, a Val Melaina, i controlli intorno al mercato hanno portato all’individuazione di postazioni completamente abusive e al sequestro di migliaia di articoli. Il Quadraro continua a essere un’area sensibile, storicamente interessata da interventi contro l’ambulantato irregolare, mentre sul litorale di Ostia l’abusivismo assume forme diverse a seconda della stagione, con venditori che seguono i flussi verso le spiagge e propongono abbigliamento, bigiotteria, giochi, cappelli, bevande e merce contraffatta.

I nodi del trasporto e le aree di passaggio: Anagnina e oltre

Tra i punti più esposti spicca l’area dell’Anagnina, grande nodo di scambio tra metro A, linee di autobus e viabilità privata. Qui il bacino naturale di pendolari e passanti garantisce un flusso costante di potenziali acquirenti, con il risultato di una presenza ricorrente di venditori senza autorizzazione. La dinamica è simile anche in altri snodi del trasporto, dove l’afflusso elevato di persone incoraggia l’allestimento di banchi improvvisati e rapidi.

Centro storico e aree monumentali sotto osservazione

Il centro storico di Roma resta un’area ad alta attrazione per i venditori irregolari. Dal Colosseo e dai Fori Imperiali a Fontana di Trevi, Pantheon e piazza Navona, fino all’area di San Pietro e via della Conciliazione, i controlli sono costanti, perché la presenza dei turisti accresce il valore commerciale delle singole postazioni. L’attenzione è alta anche lungo le aree monumentali più battute, dove l’afflusso quotidiano rende necessario un monitoraggio continuo per prevenire la creazione di mercatini estemporanei e la vendita non autorizzata di souvenir e accessori.

La proposta che fa discutere: multare i clienti

Intanto arriva una proposta destinata a far discutere: multare i clienti. A proporla sono i funzionari della Polizia Locale del Gruppo Casilino durante l’ultima Commissione Commercio. Al centro dell’attenzione c’è viale della Primavera, zona di Centocelle ostaggio di un mercatino illegale alimentato da merce di dubbia provenienza, spesso frutto di furti o del rovistaggio nei cassonetti dei rifiuti. Ci si chiede, però, se sia effettivamente fattibile comminare multe a chi decide di acquistare (più o meno consapevolmente): perché non risolvere il problema alla radice? Magari con controlli più accurati e incisivi?

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