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Covid, contagi in aumento. Tor Vergata: “Per medici e infermieri ferie a rischio”

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Non si allenta la morsa del Covid su Roma e il Lazio, e per medici e infermieri si prospetta l’ennesima estate amara. A confermare le difficoltà del settore ospedaliero in questa fase, a quasi due anni e mezzo dallo scoppio della pandemia, il Policlinico Tor Vergata.

“Negli ultimi giorni si è registrato un incremento rilevante di nuovi casi di positività al Covid a Roma e nel Lazio. Di conseguenza è cresciuto anche il numero di contagiati tra il personale sanitario” viene specificato dal polo ospedaliero. Proprio per compensare la carenza di personale, diventa quindi probabile il ricorso alla cancellazione delle ferie già autorizzate per garantire il servizio.

Covid, quandi sono i positivi nel Lazio. Si valuta la cancellazione delle ferie

Nel Lazio ieri si sono contati più di 10mila positivi al Covid. Un’ondata che pesa sull’occupazione dei posti letto (quasi 50 in più ieri, fra ordinari e terapia intensiva) con il costante blocco delle ambulanze presso gli ospedali, ma soprattutto sul personale.

Per questo motivo, il dg del Policlinico Tor Vergata, Giuseppe Quintavalle, ha emesso una circolare ad hoc. Il fine è chiedere a medici e infermieri di mostrare, per l’ennesima volta, senso del dovere e responsabilità di fronte alla nuova fase critica.

L’avvento del Covid ha messo in luce una questione che, che nel Lazio, grida vendetta da tempo. La penuria di forza lavoro negli ospedali è un male atavico mai veramente affrontato, secondo i sindacati. “Con la pandemia sembrava fosse chiaro, sia al governo che alla Regione, che la sanità pubblica avesse bisogno di investimenti per garantire la salute delle persone” ha dichiarato Roberto Chierchia, segretario generale Cisl Fp Lazio. “Il primo investimento nella regione, che dopo un lungo commissariamento ha visto ridurre drasticamente gli organici, non poteva non essere rivolto a garantire i giusti standard di personale nelle aziende sanitarie. Quanto sta accadendo è invece la dimostrazione che non siamo ancora pronti a garantire la migliore assistenza possibile e lo stato di agitazione del personale del servizio sanitario regionale è un atto dovuto da parte del sindacato”.