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La musica live non è meno importante degli Europei: la protesta dell’industria musicale

Il Ceo della Fimi (Federazione dell’Industria Musicale Italiana), parlando con le agenzie di stampa ha attaccato: ”È evidente che siamo di fronte ad una farsa. Si dibatte su protocolli stringenti sui quali dovrebbe esprimersi il CTS, per consentire quest’estate eventi musicali con mille o poco più persone all’aperto, e nello stesso momento si approva un piano per l’accesso di oltre 16 mila persone all’Olimpico in occasione degli europei di calcio?”

Musica live: la lettera aperta dei vertici delle maggiori agenzie operanti in Italia

Dopo aver auspicato, cosi come per gli Europei, che “gli stessi criteri vengano applicati per il settore dello spettacolo e della musica dal vivo, in ginocchio da più di un anno“, i vertici delle maggiori agenzie di musica live operanti in Italia, Roberto De Luca (Live Nation), Ferdinando Salzano (Friends&Partners), Clemente Zard (Vivo Concerti), hanno firmato un documento dove si legge: “Sono mesi ormai, precisamente da dicembre dello scorso anno, in occasione dei primi incontri con le istituzioni e con alcuni componenti del comitato tecnico scientifico, che ribadiamo che il punto fondamentale per poter cominciare nuovamente a rimettere la musica sul palco è che venga definita una regola per il calcolo delle ‘capienze Covid’. La capienza Covid, con tutte le prescrizioni previste (afflusso e deflusso distribuiti e separati, misurazione della temperatura, distanziamento all’interno delle vene con sedute fisse, igienizzazione degli spazi e l’utilizzo della mascherina da parte del pubblico) deve essere calcolata non a numero fisso bensì in relazione ai metri quadrati disponibili per ogni singola venue e possa permettere l’applicazione precisa di tutte le norme del protocollo di sicurezza. E’ ovvio che la tutela della salute del pubblico ha la priorità, ma se i protocolli sicuri valgono per lo sport, certamente devono valere anche per la filiera della musica live che ha già ‘sperimentato’ con successo nel 2020 alcuni concerti con un minimo di 1000 spettatori fino all’Arena di Verona con 4.500 spettatori in occasione della ‘settimana della Musica’ a settembre”.

Gli operatori dei concerti: pronti a creare ricchissimi cartelloni musicali in ogni località ma…

La possibile differenziazione di ‘capienze covid’ tra calcio e musica è inaccettabile – si legge ancora nel documento – e su questo punto tutta la filiera legata alla musica live, compresi gli artisti, sono pronti a prendere posizioni forti e nette. In ultima battuta ci preme sottolineare che questa possibile capienza, pari al 25% di quella ufficiale (con le relative prescrizioni), rende comunque impossibile la realizzazione dei grandi eventi musicali nel 2021 sia per motivi logistici che economici, di conseguenza tutti i grandi eventi previsti con ‘capienza normale’ saranno rinviati al 2022. Siamo invece pronti a creare dei ricchissimi cartelloni musicali in ogni città e/o località di richiamo turistico con capienza Covid, capienza che non può essere inferiore alle 1000 persone e deve poter salire sulla base dei metri quadrati a disposizione di ogni venue“.

Max