Il Campidoglio rilancia la strategia del verde con un nuovo piano di programmazione arborea: 20.000 nuovi alberi entro aprile 2027, oltre ai 70.000 già messi a dimora dall’inizio della consiliatura. Investimento previsto: circa 10 milioni di euro per portare a terra, tra ottobre 2026 e dicembre 2027, altre 19.336 piante. La novità più attesa: una corsia diretta per i cittadini al 060606 (tasto 1) per segnalare tazze vuote, alberelli in sofferenza e chiedere informazioni puntuali su specie e interventi.
Il presidente della Commissione Ambiente, Gianmarco Palmieri, chiarisce l’impianto operativo e l’adeguamento climatico del protocollo: «abbiamo raddoppiato il numero di innaffiamenti» rispetto agli standard storici (da 14 a un target doppio), perché le ultime estati hanno reso insufficiente la prassi precedente. Non solo: arrivano 100 operatori di Risorse per Roma dedicati a verifiche su innaffiature, attecchimenti e messe a dimora, con ispezioni su strada e controlli documentali.
Il canale unico tramite 060606 punta a combattere la disinformazione e a offrire un’informazione «neutrale» e tracciabile: «lo 060606 con il numero 1 dedicato alle segnalazioni» consentirà di sapere se e quando una tazza vuota sarà ripiantata, o di segnalare un alberello «che si sta steccando» per attivare il monitoraggio di campo. In parallelo, il Comune di Roma annuncia il recupero di circa 2.600 tazze storiche asfaltate: «non parliamo solo di tazze vuote» visibili, ma di buche alberate cancellate nel tempo. L’obiettivo dichiarato è di «riportarle alla luce» con nuove piantumazioni e pacciamature idonee.
Il focus tecnico si sposta anche sulle specie: più resilienza, maggiore adattamento allo stress idrico e al calore urbano, criteri pedologici e di inserimento in contesti ad alta intensità di traffico. Palmieri sottolinea la portata del piano: «quello che abbiamo fatto è il più grande programma di nuove messe a dimora di nuove piantumazioni della storia recente di questa città.» E fissa un traguardo chiaro per la fine della consiliatura: «il nostro obiettivo è far sì che quando finisce questa consigliatura a Roma non ci sia una sola tazza senza il suo albero vivo».
Resta cruciale la partita delle garanzie: gli alberi che non attecchiscono entro i tempi tecnici concordati rientrano nelle sostituzioni a carico delle ditte appaltatrici, con riprese agronomiche programmate nella stagione utile. Il raddoppio delle innaffiature, le verifiche in campo e il contatto diretto con i cittadini disegnano una catena di responsabilità più stretta per ridurre la mortalità in fase giovanile e accelerare le ri-piantumazioni.
Tra le leve di accountability, il Comune scommette su trasparenza (risposte tracciate via 060606), controlli in tempo reale e un monitoraggio territoriale capillare affidato a Risorse per Roma. Se mantenute le milestone (+20.000 entro aprile 2027) e recuperate le tazze asfaltate, Roma potrebbe centrare un doppio obiettivo: ricucire la trama delle alberate storiche e aumentare l’ombreggiamento nei quartieri a maggiore vulnerabilità climatica.
La sfida ora è esecutiva: il piano c’è, i fondi pure, gli strumenti di controllo sono stati potenziati. La credibilità si misurerà su attecchimento, tempi e qualità delle manutenzioni. Con i cittadini chiamati a fare la loro parte: segnalare, vigilare e chiedere conto delle promesse, al numero giusto.