Ostia accende i riflettori sulla prevenzione con un’opera di street art realizzata al Porto Turistico di Roma. È “Mai in bottiglia. No alcol”, progetto della ASL Roma 3 firmato dall’artista Moby Dick, visibile anche dal lungomare, che porta nel territorio un messaggio immediato contro l’abuso di alcol.
Un’opera pubblica per la prevenzione
La presentazione si è tenuta nell’Aula Raffaello della Direzione della ASL Roma 3, a Casal Bernocchi. L’iniziativa intende trasformare uno spazio frequentato in un punto permanente di riflessione sui temi della salute, della prevenzione e dell’abuso di alcol, rendendo il messaggio fruibile a cittadini e visitatori.
Il messaggio della sirena
Al centro dell’opera, una grande bottiglia che richiama il “messaggio in bottiglia” e, insieme, il consumo di alcol. All’interno, una sirena appare costretta e prova a liberarsi per tornare al mare, simbolo di un percorso di uscita dalla dipendenza e di ritorno a una vita più sana. La figura è pensata in chiave inclusiva e non connotata per genere, così da favorire una riflessione aperta anche alle minoranze LGBTQ+. Il murale è stato realizzato venerdì 2 ottobre nei pressi dell’ingresso pedonale del Porto Turistico di Roma, con distribuzione di materiali informativi sulla prevenzione e sui servizi dedicati, e con l’adesione dei gruppi di auto-aiuto di Alcolisti Anonimi.
I dati e l’appello degli operatori
Giuseppe Anastasi, Direttore UOC Salute Dipendenze della ASL Roma 3, richiama l’urgenza del tema. “I dati dell'Istituto Superiore di Sanità sul consumo di alcol mostrano una realtà preoccupante: 8,2 milioni di italiani sono consumatori a rischio, 1 milione e 270 mila giovani tra gli 11 e i 24 anni beve con modalità pericolose e 580 mila minorenni consumano alcol, nonostante sia vietato dalla legge”, spiega Anastasi. Il direttore ricorda inoltre che il cervello completa il proprio sviluppo a 25 anni e che sotto i 16-18 anni l’organismo non dispone degli enzimi necessari a smaltire l’alcol. Il Disturbo da Uso di Alcol, secondo i dati citati, riguarda il 40,8% delle femmine e il 45,5% dei maschi. “Non è un vizio o una colpa, ma una vera e propria malattia che si può curare. Uscire dalla dipendenza dall’alcol è possibile”, sottolinea.
Arte e comunità
Per Laura Figorilli, Direttore Generale della ASL Roma 3, il murale rende la prevenzione tangibile nello spazio urbano. “L’idea del murales permette di trasformare uno spazio pubblico in un luogo permanente di riflessione e sensibilizzazione. Un progetto con il quale è possibile comunicare in modo diretto e positivo l’importanza di prendersi cura di sé, della propria salute e delle proprie relazioni”, sottolinea Figorilli. “Ma vorrei sottolineare soprattutto che l’arte diventa uno strumento per parlare ai giovani con un linguaggio immediato e coinvolgente, trasformando il messaggio della prevenzione in un segno visibile e condiviso dalla comunità”, aggiunge.
All’iniziativa hanno partecipato, insieme alla Direzione della ASL Roma 3, la responsabile UOSD Piano aziendale di prevenzione Carola Magni, il direttore UOC Salute Dipendenze Giuseppe Anastasi, la dirigente psicologa Nefer Tani, il medico tossicologo Luigi Maria Rapisarda, l’educatrice professionale Erika Corbellini e Piero Petrini del Dipartimento di Salute Mentale, con l’adesione del movimento di auto-aiuto Alcolisti Anonimi.