Roma Capitale ha presentato il Master Plan per la Tiburtina Valley, documento strategico nato dal progetto europeo Net Zero Districts che delinea interventi su energia e risorse idriche per rafforzare la competitività del distretto industriale. Il piano indica un potenziale fotovoltaico superiore a 156 MW, prospetta riduzioni della spesa energetica tra il 20% e il 40% e conferma l’avvio degli interventi su rete fognaria, depuratore di Settecamini e riuso delle acque.
Un piano per un distretto strategico: innovazione e resilienza
Il documento presentato nasce dal lavoro condotto nell’ambito di Net Zero Districts, iniziativa finanziata dalla Commissione europea che coinvolge, con Roma Capitale, le città di Prato, Parma e Bergamo. L’obiettivo è supportare le imprese della Tiburtina Valley nel contenimento dei costi, nella sicurezza degli approvvigionamenti idrici e nella capacità di adattamento agli impatti climatici. Il percorso è stato articolato in mesi di confronti, workshop e sopralluoghi nelle aziende, in collaborazione con Unindustria, Acea e Areti, per definire soluzioni integrate a scala aziendale e di distretto.
Energia: fotovoltaico e flessibilità per tagliare i costi
L’analisi energetica restituisce un margine di crescita notevole. Nel perimetro del distretto risultano installati circa 10,5 MW di fotovoltaico su 77 edifici, mentre la capacità potenziale sui tetti dei capannoni supera i 156 MW, con una produzione stimabile in quasi 200 GWh annui. L’adozione coordinata di impianti fotovoltaici, sistemi di accumulo, servizi di flessibilità tramite il programma Areti RomeFlex, condivisione dell’energia ed elettrificazione dei consumi termici può ridurre la spesa energetica delle imprese tra il 20% e il 40%, con tempi di rientro attesi fra tre e otto anni. A queste misure si aggiunge la possibilità di stipulare contratti di acquisto da impianti solari ed eolici esterni al distretto.
Acqua e rete fognaria: Settecamini e riuso al centro
Sul versante idrico, Roma Capitale e Acea Ato 2 stanno intervenendo sul depuratore di Settecamini, sulla nuova rete fognaria a servizio dell’area industriale di via Tiburtina e sullo sviluppo di sistemi per il riutilizzo delle acque depurate per gli usi compatibili. Le opere mirano a ridurre il ricorso ai pozzi e i prelievi dalla falda, aumentando la sicurezza e la programmabilità degli approvvigionamenti per le aziende del quadrante. A supporto dell’attuazione è stato istituito un Tavolo tecnico di coordinamento con Acea, Autorità di Bacino, Città Metropolitana e la partecipazione consultiva di Unindustria per seguire gli interventi su sicurezza idraulica e fognature.
Ambiente urbano: alberature, depaving e superfici drenanti
Il Master Plan include azioni per il miglioramento microclimatico lungo l’asse Tiburtino. Sono previsti incrementi del patrimonio arboreo, interventi di depaving e l’adozione di pavimentazioni drenanti per diminuire le superfici impermeabili e contrastare l’effetto isola di calore. Si tratta di misure complementari alle opere su energia e acqua, pensate per aumentare la resilienza climatica del distretto e la qualità degli spazi produttivi.
Le partnership operative: imprese e istituzioni in rete
Il percorso messo a punto da Roma Capitale si fonda su una collaborazione stabile con Unindustria, Acea e Areti, attori chiamati ad accompagnare l’implementazione degli interventi e l’adozione di soluzioni tecnologiche per la gestione efficiente dei consumi. L’integrazione tra innovazione energetica e infrastrutture idriche punta a creare un contesto favorevole alla competitività, alla riduzione dei rischi operativi e alla programmazione degli investimenti da parte delle aziende del distretto.
Le dichiarazioni: obiettivi e visione condivisa
“Oggi compiamo un passo importante per il futuro della Tiburtina Valley. Questo lavoro dimostra che sostenibilità e competitività possono procedere insieme e che investire sull’innovazione ambientale significa ridurre i costi per le imprese e i rischi legati agli impatti climatici, rendere più sicuri gli approvvigionamenti e creare condizioni migliori per nuovi investimenti e nuova occupazione. Questo quadrante ha tutte le caratteristiche per rafforzare il proprio ruolo come polo di eccellenza nazionale. In questi anni abbiamo lavorato sulle infrastrutture e oggi, grazie alla collaborazione con le imprese, Unindustria, Acea e Areti, abbiamo un quadro preciso degli interventi da realizzare sull’energia e sull’acqua. Vogliamo continuare in questa collaborazione virtuosa e trasformare questo distretto in un laboratorio di innovazione industriale, capace di produrre benefici concreti per le aziende che già operano qui e di attrarne di nuove, creando lavoro e sviluppo per Roma”, ha dichiarato il Sindaco di Roma Roberto Gualtieri.
“Il lavoro sulla Tiburtina Valley parte da un’esigenza molto concreta: dotare uno dei principali distretti produttivi della città di infrastrutture adeguate. La nuova rete fognaria, il potenziamento del depuratore di Settecamini e il riutilizzo delle acque depurate fanno parte di una stessa strategia. Non si tratta soltanto di risolvere criticità esistenti, ma di costruire condizioni più solide per lo sviluppo dell’area, riducendo il ricorso alla falda e rendendo più sicuri e sostenibili gli approvvigionamenti delle imprese. È un esempio molto concreto di come la circolarità possa diventare un metodo di governo della città e trasformare un’esigenza infrastrutturale in un’opportunità di innovazione”, dichiara l’Assessora ai lavori pubblici Ornella Segnalini.
“Questo progetto ci consegna un messaggio molto chiaro: dobbiamo tornare a mettere le aree industriali al centro delle politiche di sviluppo. La Tiburtina rappresenta uno dei principali poli produttivi del Lazio, un grande quadrante industriale nel quale convivono manifattura avanzata, aerospazio e difesa, ICT, logistica e agroindustria, insieme a importanti realtà come il Tecnopolo Tiburtino e il Centro Agroalimentare Romano. È un territorio con straordinarie potenzialità, ulteriormente rafforzate dal Rome Technopole e dalla prospettiva di un nodo di High Performance Computing con CINECA, che possono consolidare il legame tra ricerca, innovazione e sistema produttivo. Dobbiamo avere l’ambizione di fare della Tiburtina una grande area industriale europea. Net Zero District dimostra che, attraverso la collaborazione tra istituzioni e imprese, questo obiettivo è possibile. Riaccendere i riflettori su quest’area significa riconoscerne il ruolo strategico per lo sviluppo di Roma e del Lazio e riaffermare che le aree industriali sono parte integrante della città e del suo futuro.”, ha aggiunto il Presidente di Unindustria Giuseppe Biazzo.
“Oggi è un momento importantissimo di confronto sulle tematiche della transizione climatica e dell'innovazione, osservati dal punto di vista dell'energia e dell'acqua. Abbiamo messo nero su bianco quali sono criticità del settore industriale della Tiburtina e individuato quali siano gli obiettivi di medio lungo termine per consentire uno sviluppo sempre più costante negli anni per generare una crescita che faccia di questo distretto uno dei motori trainanti del sistema Italia", ha dichiarato il Presidente del IV Municipio, Massimiliano Umberti.
Impatto atteso per il tessuto produttivo romano
Le azioni pianificate mirano a coniugare sostenibilità ambientale e competitività industriale. L’aumento della generazione fotovoltaica locale, l’uso di accumuli e di servizi di flessibilità come Areti RomeFlex, insieme a contratti di acquisto di energia rinnovabile, delineano un percorso per stabilizzare i costi e ridurre l’esposizione ai picchi di mercato. Sul fronte idrico, il potenziamento del depuratore di Settecamini, la nuova rete fognaria e il riuso delle acque rafforzano la sicurezza degli approvvigionamenti per il distretto, con benefici misurabili in affidabilità operativa e pianificazione produttiva.
Con il Master Plan della Tiburtina Valley, Roma Capitale fornisce una mappa degli interventi prioritari per un’area che ospita comparti diversi, dall’ICT all’aerospazio e difesa, dalla logistica all’agroindustria. La visione condivisa con imprese e gestori di rete indica un cammino concreto verso la decarbonizzazione dei processi e l’uso efficiente delle risorse, valorizzando il ruolo della Tiburtina come polo di eccellenza di Roma e del Lazio.