Le piogge estreme hanno colpito di nuovo Ponte Milvio, trasformando in pochi minuti la piazza in una vasca d’acqua. In diretta su Radio Roma News, l’assessore del XV Municipio Tommaso Martelli ha quantificato l’evento: "62 mm di pioggia in mezz'ora, ora solo per darvi un'idea la media di settembre sono 68 mm quindi in mezz'ora ha fatto più o meno la pioggia che fa tutto settembre". Un dato che rende evidente la natura eccezionale dell’episodio e il limite dell’attuale rete di smaltimento fognario.
Martelli ha aggiunto che la criticità non è riconducibile alla pulizia delle caditoie: "è ovvio che non si tratta di un caso di malfunzionamento, è un caso veramente eccezionale in questo caso e soprattutto non è un fatto di pulizia delle catedorie, le catedorie sono state pulite, è un problema di tenuta dell'impianto fognario della città". Il riferimento è al collo di bottiglia che si crea quando, in presenza di avvallamenti, l’acqua si accumula oltre i 20-30 centimetri, generando mini-esondazioni urbane in aree sensibili come Corso Francia e Piazzale di Ponte Milvio.
Dal fronte dei commercianti arrivano testimonianze dure. La negoziante Mimma racconta: "c'è entrata l'acqua mentre c'era gente, si sono dovuti arrampicare sui tavoli." E ancora: "Non è il primo anno che abbiamo questi allagamenti, ce li abbiamo sempre". La causa, per chi vive e lavora in zona, è chiara: "le fogne sono sempre attappate perché non puliscono, la lama non pulisce". La frustrazione è alta e alimenta la richiesta di soluzioni strutturali e ristori, specie per chi ha subito danni a frigoriferi e macchinari.
La risposta tecnica è in corso con il nuovo collettore alto della Farnesina, un’opera da svariati milioni di euro ferma per anni e ora sbloccata. Spiega Martelli: "Il collettore, l'opera principale è terminata, adesso dovrà essere agganciata agli altri collettori". L’obiettivo è dirottare parte dei flussi provenienti da Monte Mario, Farnesina, Fleming e Vigna Stelluti per ridurre la pressione su Ponte Milvio e Corso Francia. L’assetto a regime dovrebbe attenuare gli allagamenti lampo, pur con la consapevolezza che i temporali autorigeneranti saranno più frequenti.
Parallelamente, l’Ufficio Clima di Roma Capitale guidato da Edoardo Zanchini spinge per una rete di nuove canalizzazioni e di interventi di resilienza diffusa: superfici permeabili, tetti e pareti verdi, sistemi di ritenzione che riducano il carico immediato sulle condotte. Non solo griglie e caditoie, dunque, ma una città capace di assorbire e rallentare l’acqua piovana.
Un esempio è la riqualificazione di Piazza Montenegro di Spoleto nel XV Municipio, progettata secondo il paradigma Natural Base Solution (NBS): via l’asfalto impermeabile, dentro materiali drenanti e un rain garden per convogliare e trattenere parte della pioggia, alimentando la vegetazione e alleggerendo le fogne. Il cronoprogramma indica il completamento entro il primo trimestre del 2027.
Nel frattempo, resta centrale la manutenzione ordinaria: pulizie mirate di caditoie e grandi griglie interne alla piazza, rimozione periodica delle foglie in autunno e monitoraggio delle aree a rischio. La regola d’oro è combinare opere idrauliche strutturali con soluzioni nature-based di quartiere, riducendo la vulnerabilità negli avvallamenti e lungo gli assi stradali più critici.
La sfida è doppia: rendere più efficiente la rete fognaria esistente e trasformare il tessuto urbano in una spugna capace di gestire gli eventi meteorici intensi. Per i cittadini e i commercianti di Ponte Milvio, la prospettiva è che, una volta integrato il nuovo collettore e diffuse le NBS, i picchi di allagamento si riducano sensibilmente. Nel frattempo, segnalazioni puntuali e coordinamento tra Municipio, Dipartimento Lavori Pubblici e Protezione Civile restano la prima linea di difesa.