Ospiti in collegamento: Nicola Franco, presidente del VI Municipio di Roma & Tiziana Siano, presidente del CdQ Don Bosco
Un ordigno artigianale esploso all'alba alla Borghesiana ha riportato l'attenzione sulla sicurezza nel quadrante est della Capitale. La deflagrazione, avvenuta davanti a un autonoleggio noto in zona, è l'ultimo episodio in una sequenza di azioni analoghe registrate nelle ultime settimane. Eventi simili erano stati segnalati a fine agosto a Torre Maura e Due Leoni, delineando un quadro di allarme che interessa più quartieri del VI Municipio.
L'episodio alla Borghesiana
La carica esplosiva, verosimilmente una bomba carta, è stata piazzata all'esterno dell'attività e fatta detonare nelle prime ore del mattino. Saranno gli accertamenti della Scientifica a definire la natura esatta dell'ordigno e a ricostruire modalità e responsabilità. L'azione, che non risulta isolata, alimenta l'ipotesi di una strategia intimidatoria che avrebbe preso di mira realtà commerciali del territorio.
Il minisindaco Nicola Franco: “Sto aspettando la zona rossa”
Di fronte alla nuova esplosione, il presidente del VI Municipio ribadisce la necessità di misure straordinarie. “Ho inviato la richiesta di istituire una zona rossa tra Tor Bella Monaca e Villaggio Falcone, due o tre settimane fa”. L'istanza, formalizzata a inizio settembre, nasce dal contesto di spaccio diffuso, descritto come attivo a tutte le ore e visibile lungo le strade, con postazioni improvvisate attrezzate persino con tavolini e ombrelloni.
Il minisindaco conferma che l'iter è ancora aperto. “Sono ancora in attesa, la richiesta è sul tavolo del prefetto”. Il provvedimento auspicato punta a introdurre un perimetro di vigilanza rafforzata nei punti più critici, con l'obiettivo di arginare il radicamento delle piazze di smercio e intercettare tempestivamente segnali di rischio per la sicurezza pubblica.
I collegamenti con le piazze di spaccio
Alla luce dell'ordigno alla Borghesiana, l'amministrazione municipale sottolinea l'urgenza di approfondimenti mirati nelle aree più sensibili del territorio. “Bisogna approfondire queste situazioni, non a caso chiedo la zona rafforzata in quel quadrante, perché parliamo di Due Leoni e Grotte Celoni, in quel pezzo di municipio”. In questo perimetro rientrano snodi dove le attività illecite risultano particolarmente radicate e dove episodi di violenza o intimidazione possono assumere carattere seriale.
Il presidente evidenzia inoltre possibili intrecci tra narcotraffico e reati collaterali che coinvolgono il settore della mobilità privata. “Spesso vengono fermati pusher, anche giovanissimi, a bordo di macchine di grossa cilindrata che puntualmente non sono di loro proprietà”. Un elemento, questo, che viene considerato indicativo dei canali di supporto logistico di cui i sodalizi si avvalgono per agire con rapidità e ridurre l'esposizione personale.
La facilità di accesso agli ordigni artigianali
Il proliferare degli episodi esplosivi, in rapida successione, apre un fronte di attenzione specifico sugli ordigni di tipo rudimentale. “Mi sembra fin troppo facile la fabbricazione di queste bombe carta” osserva il minisindaco, esprimendo preoccupazione per la reperibilità di materiali e istruzioni in grado di moltiplicare il rischio.
Il richiamo va a una risposta coordinata e continuativa sul piano operativo. “Sono aspetti che vanno attenzionati, anche con una vigilanza rafforzata. Ci sono episodi di cronaca che si ripetono. Capisco, ovviamente, che sia impossibile mettere fine a tutto dalla sera alla mattina in piazze dove si guadagnano anche 800mila euro al giorno con la droga”. La considerazione mette in luce l'entità economica del fenomeno, capace di sostenere catene di approvvigionamento, forme di intimidazione e meccanismi di sostituzione rapida degli operatori di strada.
Il quadrante da Tor Bella Monaca a Villaggio Falcone
Il progetto di zona rossa richiamato dall'amministrazione locale si concentrerebbe sull'asse compreso tra Tor Bella Monaca e Villaggio Falcone, con ricadute operative nei pressi di Due Leoni e Grotte Celoni. L'area, già interessata da controlli mirati e interventi puntuali, viene indicata come prioritaria per il contrasto allo spaccio e per l'azione preventiva contro atti intimidatori ai danni di attività commerciali.
La sequenza di eventi tra agosto e inizio ottobre, con l'ordigno della Borghesiana come ultimo segnale, ha reso più stringente la domanda di strumenti eccezionali. L'attesa del riscontro del Prefetto sulla richiesta formalizzata dal Municipio rimane dunque un passaggio centrale. Nel frattempo, le verifiche della Scientifica sull'ordigno esploso potranno offrire elementi utili per definire modalità, potenziale offensivo e possibili analogie con gli episodi precedenti.