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Lazio, 45 milioni all’agricoltura: misure operative da giovedì

La Regione Lazio stanzia 45 milioni per agricoltura e allevamento. Misure operative da giovedì dopo la mobilitazione in piazza Santi Apostoli a Roma.

Lazio, 45 milioni all’agricoltura: misure operative da giovedì

Immagine generata con AI

La Regione Lazio si prepara a mettere in campo 45 milioni di euro per sostenere il comparto primario, con misure di crisi operative da giovedì. L’annuncio è arrivato a Roma dall’assessore all’Agricoltura, alla Sovranità alimentare e al Bilancio, Giancarlo Righini, a poche ore dalla mobilitazione di migliaia di agricoltori riuniti in piazza Santi Apostoli per un sit-in davanti alla Prefettura.

Lo stanziamento e i tempi

L’intervento regionale risponde alle richieste avanzate da Coldiretti Lazio e punta a fornire un sostegno immediato alle imprese agricole, colpite dall’aumento dei costi e da criticità trasversali alle filiere. Le risorse, ha spiegato Righini, saranno indirizzate a misure emergenziali con attivazione rapida: l’obiettivo è favorire liquidità e continuità produttiva, intercettando le necessità più urgenti del territorio.

Al centro del pacchetto figurano interventi per il gasolio agricolo in integrazione delle misure nazionali, azioni mirate per le filiere in crisi e provvedimenti contro i danni causati dalla fauna selvatica, con particolare attenzione alle aree parco del Lazio.

La mobilitazione a Roma e il confronto con le istituzioni

La giornata romana ha visto la partecipazione del presidente di Coldiretti Lazio, David Granieri, del direttore regionale Carlo Picchi e di una delegazione di agricoltori che hanno incontrato il prefetto di Roma, Lamberto Giannini. Il prefetto si è impegnato a rappresentare al governo le criticità emerse. Righini ha raggiunto gli operatori in piazza, esprimendo il via libera alle richieste avanzate dall’organizzazione agricola.

Nel corso dell’iniziativa, Granieri ha sottolineato con forza le priorità del settore: "Abbiamo portato in piazza le difficoltà delle nostre aziende e la richiesta di interventi che non possono più essere rinviati - dichiara Granieri -. Dal confronto sono arrivate le risposte che stavamo aspettando. La nostra sarà la prima regione d'Italia a tradurre una richiesta in uno stanziamento con rapidità, circostanza e puntualità, tanto da poter toccare orizzontalmente tutte le filiere. Sicuramente partendo dal gasolio, ma non solo, perché il momento è difficile. L'assessore ha avuto la forza e la lucidità di dare priorità al settore agricolo e questa non è una cosa scontata".

I comparti in sofferenza

La ricognizione trasmessa da Coldiretti Lazio, già sul tavolo dell’assessore dallo scorso venerdì 2 ottobre, ha messo in evidenza gli effetti dell’incremento dei costi di produzione e le tensioni sui listini all’origine. Tra i comparti più colpiti spicca il grano duro, dove l’escalation di spese per gasolio, concimi e fertilizzanti non ha trovato un adeguato riscontro nei prezzi riconosciuti ai produttori.

Sul nodo cerealicolo, Righini ha richiamato la necessità di tutelare la capacità produttiva delle aziende: “Il comparto cerealicolo è un patrimonio che dobbiamo difendere. Dietro ogni ettaro coltivato a grano ci sono imprese, famiglie e territori, oltre a filiere che nel Lazio hanno saputo integrare produzione e trasformazione, valorizzando anche varietà particolari e grani antichi. Dobbiamo evitare che una fase negativa del mercato determini l'abbandono delle coltivazioni, con conseguenze difficilmente reversibili”.

Accesi i riflettori anche sul settore ovicaprino, dove all’aumento dei costi si sommano un calo delle vendite e dei prezzi, preoccupazioni per il prezzo del latte alla stalla e gli effetti della Blue Tongue. L’assessore ha annunciato inoltre un’analoga attenzione per la filiera bufalina, con l’obiettivo di preservare la tenuta di un comparto strategico per l’economia agroalimentare regionale.

Gli strumenti attesi sul territorio

Le misure in preparazione intendono sostenere il lavoro delle aziende del Lazio lungo tutta la filiera: l’orientamento è intervenire in modo puntuale per alleviare i costi vivi, attenuare l’impatto della volatilità dei mercati e contenere i danni da fauna. Particolare rilievo verrà dato alle aree rurali più esposte, dove la pressione dei selvatici mette a rischio colture e allevamenti, aggravando un quadro già reso complesso dal caro input.

La scelta della Regione di attivare interventi immediati risponde alla richiesta di tempestività avanzata dagli agricoltori in piazza a Roma: una linea d’azione che mira a evitare l’abbandono delle superfici coltivate e a salvaguardare le filiere territoriali, dal campo alla trasformazione, inclusi i progetti che valorizzano varietà locali e grani antichi.

L’impegno della Regione

Nel delineare il quadro dell’azione regionale, Righini ha ribadito il messaggio alle imprese del territorio: «La priorità è dare alle imprese agricole del Lazio un segnale chiaro: la regione c'è e non intende lasciarle sole in questa fase di difficoltà. Vogliamo lavorare alle soluzioni e attivare nel più breve tempo possibile gli strumenti concretamente disponibili. Agricoltura e allevamento sono strategici per l'economia regionale, la nostra sovranità alimentare e la tutela dei territori. Difendere la capacità produttiva delle aziende - conclude l'assessore Righini - significa difendere il lavoro, le filiere, le eccellenze agroalimentari e il futuro delle aree rurali del Lazio. Su questo l'impegno della regione sarà massimo».

La reazione del mondo agricolo

Alla chiusura del confronto romano, Coldiretti ha espresso soddisfazione per gli impegni assunti e per la prontezza annunciata dall’assessorato. «La mobilitazione di oggi rappresenta un passaggio di questo percorso. Ci riteniamo molto soddisfatti degli obiettivi raggiunti e ringraziamo l'assessore Righini per la sensibilità dimostrata», ha concluso Granieri.

Per il tessuto agricolo del Lazio, la definizione operativa degli interventi rappresenta un passaggio cruciale: il sostegno al gasolio agricolo, gli aiuti alle filiere in crisi e le misure contro i danni da fauna selvatica sono i pilastri scelti per contenere le criticità più urgenti. Con l’attivazione annunciata entro pochi giorni, la Regione punta a rafforzare la continuità produttiva e a preservare l’equilibrio economico e sociale delle aree rurali, a partire dalla Capitale e dal territorio del Lazio.