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Ostia, sequestro cantine e box nelle case popolari: utilizzate dai clan per nascondere armi e droga

immagine di repertorio

Quasi 5mila mq di cantine utilizzate per nascondere armi e droga nelle case popolari di Ostia per conto della criminalità organizzata. Ci sarebbero i clan di Ostia dietro l’occupazione di locali e 75 box di proprietà dell’Ater nella zona di ponente dove all’alba di oggi martedì 10 gennaio sono scattati i blitz per il sequestro preventivo in via delle Ebridi e via Martinica.

Su delega della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Roma, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Ostia hanno eseguito un’ordinanza che dispone il divieto di dimora per una coppia di italiani gravemente indiziati di aver organizzato, gestito e tratto profitto dall’occupazione abusiva di locali e box di proprietà dell’Ater, in Via delle Ebridi e Via Martinica, nonché eseguito un decreto di sequestro preventivo di numerosi locali commerciali e di tutte le cantine situate nel complesso alloggiativo di edilizia popolare, per un totale di 4.947 mq.

La coppia è gravemente indiziata del reato di invasione di edifici, con l’aggravante dell’agevolazione mafiosa, proprio perché gli immobili, nel quartiere di “Nuova Ostia” feudo delle famiglie Fasciani e Spada, sarebbero occupati al fine di utilizzare i locali quali basi logistiche e depositi per lo stoccaggio di materiale illecito, armi ed ingenti quantità di stupefacenti.

All’interno di uno dei box ad agosto del 2020 erano state trovate armi con matricola abrasa e relativo munizionamento, il cui potenziale offensivo sarebbe stato appetibile per le organizzazioni criminali operanti sul territorio.

 

L’indagine scattata dopo la denuncia dell’Ater

I provvedimenti, costituiscono la conclusione di un’indagine, avviata a seguito di una denuncia dei vertici di Ater, i cui dipendenti erano impossibilitati ad accedere all’interno di alcuni locali collocati in via delle Ebridi.

L’indagine ha consentito di raccogliere elementi di prova che fanno ipotizzare un grave quadro indiziario a carico della coppia, legata da vincoli di parentela con componenti del clan “Fasciani”, che si ipotizza abbia occupato abusivamente 8 immobili extra-residenziali e tutti i box (oltre 70), presenti al seminterrato di Via delle Ebridi.

Avevano affittato regolarmente 8 locali

I due sono inoltre gravemente indiziati di autoriciclaggio poiché, dopo aver occupato abusivamente otto locali extra-residenziali, sono riusciti ad accatastarne alcuni a proprio nome, tramite l’induzione in errore del funzionario pubblico preposto, per poi stipulare alcuni regolari contratti di locazione, registrati presso l’Agenzia delle Entrate, traendo quindi profitto.

Dalla ricostruzione effettuata, è emerso che l’accatastamento è stato reso possibile tramite la presentazione del “modello unico informatico di aggiornamento degli atti catastali”, nel quale l’indagato ha attribuito a sé la qualità di “soggetto obbligato”, figurando quindi quale soggetto equiparato al proprietario.

A quanto emerso dalle indagini alcune attività, direttamente riconducibili alla coppia sarebbero state avviate dichiarando falsamente nelle S.C.I.A. (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) di essere in possesso di alcuni requisiti in materia di vendita al dettaglio ed urbanistica.

Sequestrata anche una palestra

Oltre a ben 75 cantine ed un’abitazione, sono sette i locali commerciali sottoposti a sequestro preventivo: una palestra, un bar, una pizzeria, un negozio di materassi, un’attività di tappezzeria per auto, un negozio adibito alla vendita di fuochi d’artificio ed anche una onlus.

Al vaglio della D.D.A. anche la posizione degli occupanti dei locali commerciali, avendo avviato la propria attività economica all’interno di locali di proprietà di un ente pubblico, occupandoli senza averne titolo. Al termine dell’operazione, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Ostia hanno restituito gli immobili liberati all’Ater. (eg)