Clacson, fumogeni e latte annacquato sull’asfalto hanno scandito il ritorno della protesta dei trattori alle porte di Roma. La mobilitazione degli agricoltori, partita dalla via Aurelia contro caro prezzi, costo del gasolio e aumento delle spese di produzione, ha visto circa 25 mezzi e 200 persone occupare una carreggiata tra Palidoro e Torrimpietra. L’azione, iniziata intorno alle 18 di mercoledì 30 settembre, è proseguita fino a tarda sera causando rallentamenti e lunghe code. Sul posto sono intervenuti polizia, carabinieri e polizia locale, che hanno regolato la circolazione con il passaggio a senso unico alternato.
Presidio e viabilità
La manifestazione ha interessato un tratto strategico dell’Aurelia, con disagi contenuti grazie alla gestione del traffico in senso unico alternato. L’occupazione di una sola carreggiata ha permesso il deflusso dei veicoli, ma si sono registrate code e tempi di percorrenza più lunghi per chi viaggiava tra Palidoro e Torrimpietra.
Ragioni della mobilitazione
Il primo fronte indicato dagli agricoltori riguarda il rincaro delle materie prime, denunciato simbolicamente con latte annacquato e grano gettati sull’asfalto per rivendicare un prezzo equo lungo la filiera. A rappresentare il peso del carburante sui bilanci aziendali è comparso anche un mulo, richiamo a un passato che, con il caro gasolio, rischia di tornare attuale.
Le voci dalla protesta
«I primi danneggiati sono i consumatori, - dice Tonino Monfeli, agricoltore - truffati con Made in Italy falsi, danneggiati nella loro salute e danneggiati nella loro economia perché stanno pagando già i prodotti agricoli qualcosa come 6 volte il costo di produzione, anche 10 volte di più. Tipo il pane costa 5 euro in media, però il grano per fare il pane viene pagato 20 centesimi al chilo».
«Ci battiamo sia per il caro carburante che riguarda tutto il popolo, per il prezzo giusto dei nostri prodotti e per anche il prezzo giusto dei prodotti finali per il consumatore, - sottolinea Salvatore Fais del presidio toscano in supporto a Torrimpietra - perché ricordiamo che noi non guadagniamo e loro spendono molto quando fanno la spesa. Il guadagno va alla grande distribuzione».
«Il caro carburante è l'ennesima mazzata sul nostro settore, - aggiunge Silvia Benedetti del presidio di Torrimpietra - quindi se avevamo poco margine prima, anzi spesso si lavorava a debito, tant'è che quest'anno tante semine neanche sono state fatte, adesso ancora peggio. E questo, tra le altre cose, lo stanno avvertendo anche i cittadini stessi, perché il caro carburante colpisce sia noi che loro».
Prossime iniziative
Dal presidio di Torrimpietra emerge la prospettiva di nuovi appuntamenti condivisi con altre realtà territoriali. «La nostra speranza è, insieme alle altre regioni che sono partite, Calabria, Sicilia e domani partirà anche la Sardegna, di fare una piazza a Roma. Entro il 22 ottobre di sicuro, faremo una o due date» annuncia Fais.