Una mail inviata agli account istituzionali di tutti gli studenti e le studentesse della Sapienza di Roma ha acceso il dibattito interno all’Ateneo. Il messaggio, firmato da Azione Universitaria, invita a lasciare la disponibilità a candidarsi alle prossime elezioni studentesche e, secondo quanto emerso, sarebbe transitato attraverso una mailing list istituzionale solitamente riservata alle comunicazioni ufficiali dell’Università.
Come è andata la vicenda
Il messaggio è arrivato a tutta la popolazione studentesca sui rispettivi indirizzi di posta universitari. Il mittente è Azione Universitaria, realtà studentesca erede del Fronte Universitario d'Azione Nazionale (Fuan). La comunicazione propone di raccogliere disponibilità per la candidatura negli organi partecipativi dell’Ateneo, mentre il tema dell’accesso agli indirizzi e dell’utilizzo dei canali istituzionali ha innescato richieste di chiarimento da parte di Udu-Sinistra Universitaria Sapienza.
Le contestazioni sulla privacy
La coordinatrice di Udu-Sinistra Universitaria Sapienza, Ilaria Vinattieri, ha espresso forti perplessità rispetto alle modalità con cui la mail è stata inoltrata all’intera platea studentesca. Nelle sue parole emergono due profili distinti: il rispetto della par condicio nella competizione elettorale e la gestione dei dati personali. "Qui non è in gioco soltanto la par condicio, ma anche la tutela della privacy – ha dichiarato Ilaria Vinattieri, coordinatrice di Udu-Sinistra Universitaria Sapienza -: vogliamo sapere chi ha consentito l’accesso a quella mailing list, con quale autorizzazione e come siano stati utilizzati i dati degli studenti".
Il contenuto della mail e la piattaforma esterna
Nel testo inviato da Azione Universitaria Sapienza, firmato da un referente identificato come Alessandro, si legge un appello aperto alla partecipazione. Il passaggio chiave afferma: "Non cerchiamo persone che sappiano già tutto o che abbiano esperienza: cerchiamo chi ha voglia di ascoltare, proporre idee e dare una mano". L’invito prosegue chiedendo di lasciare una disponibilità a candidarsi come rappresentanti della componente studentesca negli organi dell’Ateneo.
Il messaggio specifica inoltre che non si tratta di un impegno irrevocabile: "Lasciare la disponibilità non ti impegna a candidarti: ti ricontatterò, ti spiegherò come funziona e poi potrai decidere con calma". Il tasto dedicato, etichettato ‘Voglio saperne di più’, rinvia all’indirizzo candidati.ausapienza.it, una pagina accessibile con credenziali universitarie, dove è presente un form precompilato con nome, cognome e numero di matricola. Sono inoltre richieste informazioni aggiuntive come facoltà, corso di laurea e data di nascita.
Le critiche sull’uso della mailing list
Secondo Udu-Sinistra Universitaria, il nodo principale riguarda l’eventuale uso di risorse istituzionali dell’Università per fini di propaganda elettorale interna. Vinattieri ha ribadito la posizione del sindacato studentesco sulla necessità di un perimetro chiaro per la comunicazione pre-elettorale: "È un fatto gravissimo – aggiunge Vinattieri di Udu-Sinistra Universitaria -: una lista non può utilizzare una risorsa istituzionale di Sapienza e, soprattutto, non può avere accesso all’indirizzario dell’intera popolazione studentesca per fare propaganda elettorale".
La richiesta di squalifica e le scadenze elettorali
La vicenda si intreccia con il calendario delle elezioni per il rinnovo delle rappresentanze studentesche negli organi di governo dell’Ateneo, previste in modalità online dal 16 al 20 novembre 2026, per il biennio accademico 2026/2028. In questo quadro, Udu-Sinistra Universitaria ha avanzato una richiesta formale di intervento nei confronti dell’Ateneo e del gruppo coinvolto. "Chiediamo all’Ateneo un accertamento immediato e, qualora vengano confermate le violazioni, la squalifica di Azione Universitaria dalla competizione elettorale. Stiamo inoltre valutando tutte le azioni legali necessarie", ha concluso la coordinatrice.
Le verifiche attese da Sapienza
Alla luce delle segnalazioni, l’attenzione si concentra ora sulle procedure di accesso ai canali di comunicazione ufficiali dell’Ateneo e sulle modalità con cui sono stati gestiti i dati personali degli iscritti. Le domande sollevate puntano a chiarire chi abbia abilitato l’invio massivo, con quale livello di autorizzazione e se l’uso dell’indirizzario rispetti i criteri previsti per i messaggi istituzionali.
Sul piano comunicativo, l’episodio rimarca la centralità di trasparenza e tracciabilità per ogni iniziativa rivolta all’intera comunità studentesca, soprattutto quando la comunicazione indirizza verso piattaforme esterne con moduli di raccolta dati. In attesa delle verifiche, il dibattito a Roma resta focalizzato su due aspetti: l’equilibrio tra promozione della partecipazione e rispetto della parità di condizioni in campagna elettorale, e la tutela della privacy degli studenti dell’Ateneo.
La comunità universitaria attende un riscontro ufficiale che definisca responsabilità e regole per gli invii futuri, così da assicurare che le comunicazioni pre-elettorali avvengano nel pieno rispetto delle prassi interne e delle tutele dovute agli iscritti.