Ospite in collegamento: Emiliano Grillotti, "direttore di “Rieti Life”
A Piana di Spedino cresce l’attenzione sul futuro dello stabilimento di Birra del Borgo, dove lavoratori, sindacati, cittadini e istituzioni locali si sono ritrovati per chiedere una soluzione che consenta la continuità produttiva e la tutela dell’occupazione. La mobilitazione arriva nelle settimane decisive della procedura di cessazione delle attività avviata da AB InBev, con i 27 lavoratori direttamente coinvolti e un presidio che ha rimarcato il valore industriale e sociale del sito nel territorio reatino.
La mobilitazione a Piana di Spedino
Davanti allo stabilimento si è svolto un presidio molto partecipato, con la presenza del sindaco di Borgorose Mariano Calisse, del consigliere regionale Michele Nicolai e del vescovo di Rieti Vito Piccinonna. I partecipanti hanno ribadito l’esigenza di evitare lo smantellamento dell’impianto e di mantenere viva una produzione che, negli anni, ha contribuito a costruire un patrimonio professionale e identitario per la comunità locale. L’attenzione è ora rivolta a una via d’uscita concreta e rapida, capace di salvaguardare il maggior numero possibile di posti di lavoro.
Le trattative e gli scenari industriali
Nel corso dell’iniziativa è stato ricostruito il quadro delle interlocuzioni degli ultimi mesi. Secondo quanto riferito dai rappresentanti dei lavoratori, sarebbero stati cinque i potenziali acquirenti che hanno manifestato interesse per lo stabilimento. Le proposte economiche presentate non avrebbero però ottenuto il via libera della proprietà, con conseguente interruzione delle trattative e un progressivo avvicinarsi del rischio licenziamenti. Il mancato accordo ha spinto a considerare strade alternative, mantenendo aperta la ricerca di un investitore ma senza escludere soluzioni interne alla realtà produttiva di Piana di Spedino.
L’opzione cooperativa dei lavoratori
Tra le ipotesi al vaglio prende corpo la possibilità che i dipendenti si organizzino in una cooperativa per provare a rilevare direttamente l’attività. Il progetto, ancora da definire negli aspetti economici e organizzativi, nasce dalla volontà di garantire continuità alla produzione e di preservare competenze e professionalità maturate nel corso degli anni. In questa prospettiva, i lavoratori intendono capire se sussistano le condizioni per un passaggio sostenibile, anche in raccordo con le istituzioni del territorio e con i soggetti potenzialmente interessati a sostenere la transizione.
Il ruolo della Regione Lazio
Le istituzioni locali considerano tuttora percorribile una soluzione che impedisca lo smantellamento del sito. Un passaggio cruciale potrebbe arrivare dal confronto con la Regione Lazio, chiamata a valutare gli strumenti di sostegno disponibili per accompagnare questa fase. L’eventuale attivazione degli ammortizzatori sociali, qualora ne ricorrano i presupposti, offrirebbe un margine temporale aggiuntivo per consolidare i piani in campo, sia sul fronte di un nuovo investitore privato sia su quello della cooperativa dei lavoratori, con l’obiettivo di mettere in sicurezza stabilimento e occupazione.
Prospettive aperte tra investitori e cooperativa
Dalla giornata di Piana di Spedino è arrivato un messaggio unitario: proseguire il confronto fino all’ultimo, mantenendo aperto il canale con eventuali investitori e lavorando in parallelo sulla proposta della cooperativa. La coesione del territorio, resa evidente dalla partecipazione di amministratori e rappresentanti istituzionali, è indicata come risorsa determinante per favorire una soluzione industrialmente sostenibile e socialmente equa. In questo quadro, resta l’auspicio che il dialogo con la Regione Lazio individui strumenti idonei a sostenere la transizione e a dare un futuro allo stabilimento e alla produzione di Birra del Borgo.