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Roma, possible moria di pesci nel Tevere: l’allarme del WWF

PONTE FARNESE UN PONTE TRA LE EPOCHE OPERA DELL ARTISTA OLIVIER GROSSETETE SUL FIUME TEVERE ALTEZZA PONTE SISTO

Prima il grande caldo e la siccità, ora le piogge torrenziali. Così i pesci del Tevere rischiano di morire. Il motivo? Le nuove precipitazioni potrebbero trasportare nel Tevere sostanze ‘dormienti’ dannose per i pesci. A lanciare l’allarme, in una nota, è Raniero Maggini Presidente del WWF Roma e Area Metropolitana.

“È un’estate caratterizzata da una forte siccità – dichiara Raniero Maggini – e certamente la fauna ittica che popola i nostri fiumi ha già subito forti stress. Ma non dobbiamo aspettare le prossime piogge per sapere che con esse verranno improvvisamente trasportate nel Tevere numerose e diverse sostanze ‘dormienti’ che potranno causare nuove morie di pesci”.

I pesci del Tevere a rischio, il motivo 

Aggiunge il presidente del WWF Roma: “Il fenomeno è ormai ciclico quanto noto. Dopo mesi di sole e alte temperature, improvvisamente si riversano al suolo importanti quantità d’acqua in poche ore e le sostanze inquinanti usate in agricoltura e depositatesi lungo i corsi d’acqua minori, come pure quelle che si sono accumulate sull’asfalto all’interno della città, vengono improvvisamente riversate nel Fiume insieme a volumi di materiale organico che letteralmente “soffocano” i pesci”.

“Le alte temperature – continua Maggini – e il periodo di magra dei fiumi diminuiscono drasticamente la percentuale di ossigeno disciolto nell’acqua e l’improvviso apporto di materiale organico e di sostanze inquinanti disperse nell’ambiente rappresentano un vero e proprio colpo mortale alla sopravvivenza della fauna ittica”.

Conclude Maggini: “La Biodiversità nelle acque dei nostri fiumi è stata inoltre fortemente impoverita negli anni a causa della immissione di specie alloctone, una delle principali minacce alla stabilità delle popolazioni di pesci caratteristiche dei nostri fiumi. Maggiore responsabilità nell’uso della risorsa idrica ed interventi mirati a garantire la conservazione delle specie ittiche e in più in generale fauna e flora che dipende dal buono stato di salute dei nostri corsi d’acqua, sono quindi misure urgenti che non possono più attendere, divenire priorità dell’agenda politica anziché restare costantemente in fondo alla stessa…”.

G.