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Il Lazio rischia la zona gialla a Natale. E a Roma arriva l’ordinanza per le mascherine all’aperto

Via del Pigneto

Il Lazio rischia un Natale in giallo. Lo dicono i numeri e le percentuali in costante aumento. Soprattutto quelle di occupazione dei posti letto in terapia intensiva e nei reparti ordinari, indicatori decisivi per la classificazione delle Regioni. Nell’ultime mese, nel Lazio, il tasso d’occupazione dei posti letto è raddoppiato, toccando ad oggi il 10% in terapia intensiva, la soglia limite fissata dal Comitato tecnico scientifico, e l’11% in area medica.

Numeri che secondo l’Agenas, l’Agenzia per i servizi sanitari regionali, potrebbe portare la Regione in giallo nelle prossime tre settimane, proprio a ridosso delle festività natalizie. Per ora il Lazio difende la sua posizione in zona bianca grazie al tasso d’occupazione in area medica al di sotto della soglia critica, fissata al 15%.

Per l’inasprimento delle misure è necessario che entrambi gli indicatori di occupazione sforino la percentuale di sicurezza. Fattori che si aggiungono all’incidenza, nel Lazio da tempo superiore ai 50 per 100.000 abitanti. In caso di passaggio in zona gialla l’unica differenza sarebbe l’obbligo di mascherina anche all’aperto.

Misura che in alcuni comuni del Lazio, come Fiumicino, è già in vigore e che sarà adottata anche da Roma, probabilmente a partire dal prossimo fine settimana. Il sindaco Gualtieri ha infatti annunciato l’ordinanza che obbligherà l’utilizzo della mascherina all’aperto in specifiche zone della città, quelle a più alto rischio assembramenti.

Intanto la Capitale studia il piano per garantire la massima efficienza dei controlli a partire dal prossimo 6 dicembre, quando entrerà in vigore il Super Green Pass. Il nodo da sciogliere è quello relativo ai mezzi pubblici, dove si concentra il maggior numero di assembramenti nel corso della giornata. In una riunione congiunta tra il prefetto Piantedosi, Atac e Cotral, sono state individuate le prime linee guida: i controlli verranno fatti a campione nelle fermate e capolinea a maggior rischio assembramenti. Ma gli autobus potranno anche essere fermati durante la corsa: a controllare i passeggeri in quel caso saranno le forze dell’ordine.