Nel Lazio è boom di richieste per la procreazione assistita
Ospite in collegamento: prof. Luigi Spedicato, sociologoCi sono il Lazio e la Lombardia sul podio italiano per il ricorso alla procreazione medicalmente assistita (PMA). Un incremento significativo che vede la nostra Regione in testa per il numero di coppie trattate con metodologie avanzate di PMA: i numeri arrivano dall’ultima Relazione del ministro della Salute, Orazio Schillaci, al parlamento, sul tema della procreazione medicalmente assistita.
Il numero di bambini nati grazie a tecniche di PMA è quasi raddoppiato, passando da 1.194 nel 2020 a 2.207 nel 2022. L’incremento dei cicli di trattamento effettuati hanno registrato un +63% rispetto al 2016. Si tratta delle tecniche più complesse, che prevedono che la fecondazione avvenga in vitro e generalmente effettuate in strutture private.
Il tasso di accesso rispetto alla popolazione: cosa c'è da considerare?
Uno degli aspetti più rilevanti emersi dall’analisi è il tasso di accesso alle tecniche di PMA rispetto alla popolazione. Nel Lazio, il numero di cicli avviati per milione di abitanti ha raggiunto quota 2.347 nel 2022, a fronte di una media nazionale di 1.591.
Questo dato dimostra una richiesta maggiore rispetto ad altre Regioni, confermando il Lazio come uno dei poli più attivi nel settore della riproduzione assistita. Il costante incremento è determinato sia dall’alta qualità delle strutture sanitarie presenti sul territorio sia dalla crescente necessità di supporto medico per problemi di infertilità.
Ma c'è di più: a partire da quest’anno, la procreazione medicalmente assistita è entrata nei Lea (Livelli essenziali di assistenza) e gli oneri sono passati a carico del sistema sanitario regionale. Una novità che ha portato, nelle prime settimane di gennaio, a un vero e proprio boom di richieste, con caselle mail e centralini di Asl e aziende ospedaliere in completo subbuglio.