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Ostia, flash mob dei caregiver davanti al X Municipio per un centro diurno

A Ostia cartelloni blu e un flash mob davanti al X Municipio. Famiglie e caregiver denunciano disservizi e chiedono l’apertura di un centro diurno.

Ostia, flash mob dei caregiver davanti al X Municipio per un centro diurno

Cartelloni blu, il colore simbolo dell’autismo, lasciati volutamente senza scritte per rappresentare il vuoto percepito dalle famiglie. È l’immagine scelta per il flash mob organizzato venerdì scorso a Ostia davanti alla sede del X Municipio da Alessio Camilli, per denunciare la mancanza di servizi stabili e di un presidio diurno sul territorio.

La protesta e il senso di abbandono

Camilli, promotore dell’iniziativa, ha descritto il clima vissuto quotidianamente da molte famiglie che assistono persone nello spettro autistico. «È veramente un forte senso di abbandono dalle istituzioni quello che proviamo. Ogni volta che andiamo a chiedere qualcosa, - sottolinea Camilli - veniamo trattati con superficialità. Io quest’estate non ho avuto la possibilità di portare mia figlia in un centro estivo comunale, nonostante un Isee di 12mila euro. E ogni settembre torna la storia del taglio delle ore. Noi siamo stanchi, perché ci stiamo sostituendo alle istituzioni, stiamo diventando degli ammortizzatori sociali perché lo Stato è assente. E in tutto questo ci metto la Regione Lazio e il Comune di Roma».

Le voci delle famiglie e dei caregiver

In piazza si sono ritrovati genitori, fratelli, sorelle, operatori e soprattutto caregiver, spesso privi di una rete di sostegno e con il carico dell’assistenza quasi interamente sulle loro spalle. Tra le testimonianze, la storia di una madre di due bambini che ha lasciato il lavoro per assisterli e chiede, a nome di tutti, servizi pubblici accessibili e continui, senza dover ricorrere al privato. «Noi ogni volta ci dobbiamo sobbarcare spese molto alte: la psicoterapia costa 80 euro l'ora e loro ne hanno bisogno per andare avanti».

La richiesta: un centro diurno a Ostia

Dalla manifestazione è partita anche una raccolta firme per l’apertura di un centro diurno a Ostia, così da ridurre gli spostamenti delle famiglie anche fuori dal municipio. «Qui su Ostia serve un centro diurno dove lasciare i nostri ragazzi per essere seguiti: psicoterapia, tutoraggio, tutto ciò che serve ad aiutare i nostri figli.»

L’ipotesi al vaglio riguarda uno spazio all’interno dell’ex colonia Vittorio Emanuele, anche per la vicinanza con la Casa della Comunità sul lungomare. Tra le opzioni si propongono anche immobili inutilizzati o nel degrado, purché collocati nel territorio e pronti a ospitare servizi fondamentali per le famiglie che hanno bisogno di un supporto assistenziale continuativo.