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Roma, al liceo “Amaldi” i poliziotti con i metal detector dopo minacce di “azioni ostili”

Roma, al liceo “Amaldi” i poliziotti con i metal detector dopo minacce di “azioni ostili”

“Sapete cos’è la morte?” “Lo scoprirete giovedì”. questo è il messaggio che sarebbe apparso sulla pagina anonima Spotted Amaldi, l’istituto a Tor Bella Monaca dove questa mattina le forze dell’ordine hanno controllato studenti, docenti e personale con i metal detector in mano.

L’audio di uno studente

“C’erano i carabinieri, la polizia che stavano cercando un coltello, non lo so… comunque sono entrato adesso”. Grazia Fontana, madre di un ragazzo al primo anno del liceo linguistico, fa sentire l’audio di suo figlio che l’avverte di quanto accaduto, ma lei stava vivendo già l’ansia della “mamma chioccia” – come la definisce lei – da un po’, quando nella chat con i genitori ci si stava chiedendo cosa stesse accadendo.

La misura di sicurezza

La misura di sicurezza eseguita dalla polizia è scattata in seguito alle segnalazioni della dirigente scolastica per alcune minacce di «azioni ostili». “La dirigente era informata già da ieri e ha preso precauzioni”, dice con voce soffocata Grazia.

“Appoggio la misura adottata. Qui si tratta della vita dei ragazzi e non si gioca con la vita” dice i nostri microfoni Grazia.

Armi a scuola?

Tra i ragazzi si era, infatti, diffusa la voce della presenza di alcuni coltelli negli zaini. Dal comunicato della scuola, però, non emergono ritrovamenti di armi.

La decisione è maturata nel corso del tardo pomeriggio di ieri, quando al Questore di Roma, in sinergia con il Prefetto, è giunta una segnalazione "pervenuta da parte della direttrice dello stesso plesso scolastico, in seguito all'acquisizione della notizia di un rischio, seppur potenziale e non meglio circostanziato, di azioni controindicate che si sarebbero potute verificare nella mattina odierna", si legge in una nota della questura.

L’iniziativa non è stata pensata come un’azione repressiva, ma al contrario – si specifica - “di prevenzione e tutela”, nata, però, da un allarme che si è rivelato – fortunatamente - infondato.

Le parole del rappresentante di istituto

Dal rappresentante di istituto, Samuel Di Cesare, una raccomandazione: “D’ora in poi tali messaggi non saranno più tollerati e chi continuerà a procurare questi disagi, verrà individuato e prenderò personalmente provvedimenti”.

E poi, con una nota a Radio Roma, scrive:  

“Da circa una settimana sui canali spotted dell’Amaldi compaiono messaggi anonimi di odio e di presunto terrorismo da parte di studenti singoli. La faccenda è partita come uno scherzo di pessimo gusto da parte di singoli studenti. I messaggi si sono susseguiti aggravandosi e aumentando la gravità delle minacce e degli insulti, fino a spingersi a presunti attacchi terroristici o commenti quali “Volete sapere cos’è la morte? Lo scoprirete giovedì”. Quasi tutti i messaggi riportavano la giornata di oggi come giorno dove sarebbe accaduto qualcosa di grave. Inutile dire che non è successo niente.

I fatti accaduti sono la misura precauzionale che la scuola ha adottato ad uno scherzo nato come goliardico di cattivo gusto.

Oggi all’entrata abbiamo mettere sotto dei metal detector portabili i nostri zaini. Io sono stato l’ultimo ad entrare e, anche qui, è superfluo dire che non sono stati sequestrati oggetti di nessun tipo. Le attività a scuola si sono svolte in maniera regolare, con normali interrogazioni e verifiche. Non è accaduto niente di anomalo, oltre che alla presenza delle forze dell’ordine all’entrata dell’istituto.

Sottolineo che le misure sono state prese in misura puramente precauzionale, nel remoto caso in cui fosse successo qualcosa”.

La collaborazione di noi studenti è stata fondamentale durante i controlli, per i quali effettivamente molti di noi hanno perso la prima mezz’ora o la prima ora di lezione.”