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Municipio X chiede al Campidoglio: revisione del regolamento scavi per ripristini più efficaci

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Strade rovinate dopo la posa di cavi e tubazioni tornano al centro dell’attenzione a Roma. Il consiglio del Municipio X ha approvato una richiesta al Campidoglio per aggiornare il regolamento scavi e garantire un ripristino stradale più uniforme e durevole.

Il problema in strada

La disciplina attuale prevede una fascia di ripristino successiva agli scavi, ma la soluzione non impedisce fessurazioni e perdite di coesione tra vecchio e nuovo asfalto. Le infiltrazioni d’acqua e il traffico intenso accelerano il degrado della pavimentazione. "L’esperienza applicativa nei territori evidenzia infatti come interventi limitati alla stretta impronta dello scavo possano generare nel tempo fenomeni ricorrenti di discontinuità e degrado" hanno affermato Leonardo Di Matteo, presidente della commissione municipale lavori pubblici, e Alessandro Ieva, capogruppo del Movimento 5 stelle, primi firmatari dell’iniziativa approvata il 12 marzo.

Il quadro normativo

Esiste già un riferimento tecnico nazionale, ma non copre ogni casistica. "A livello nazionale esiste già una normativa tecnica di riferimento. Il decreto ministeriale del 1° ottobre 2013 stabilisce infatti gli standard minimi per gli scavi legati alle infrastrutture digitali. Per le microtrincee è previsto un ripristino pari ad almeno tre volte la larghezza dello scavo, con un minimo di cinquanta centimetri" hanno ricordato i due consiglieri. Le microtrincee sono però gli interventi meno impattanti e rimane incerto quanto le amministrazioni proprietarie possano chiedere in termini di estensione del rifacimento nelle altre situazioni.

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La richiesta e i prossimi passi

Il provvedimento licenziato dal Municipio X sollecita una "revisione complessiva del regolamento scavi" con l’obiettivo di aggiornare le disposizioni vigenti "introducendo criteri chiari e oggettivi che correlino la tipologia di scavo alla dimensione del ripristino". Si chiede di fissare "nuovi parametri tecnici" e una "possibile estensione delle fasce di ripristino nei casi di maggiore impatto strutturale", così da ottenere un "ripristino più omogeneo della superficie stradale". Al sindaco viene inoltre richiesto un confronto con il governo nazionale "per rafforzare la facoltà degli enti proprietari delle strade di adottare criteri più tutelanti e adeguati". L’atto è stato definito "un primo passo verso l’obiettivo di migliorare la qualità degli interventi e garantire maggiore sicurezza e durata". Nel frattempo i municipi dovranno vigilare sul rispetto delle regole attuali, anche grazie ai fondi stanziati nel 2025 dalla giunta Gualtieri.