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Monte Stallonara, tra aste sospese e diritti calpestati: la voce dei residenti a Roma di Sera

Ufficiali giudiziari a Monte Stallonara. Polidori denuncia, Trombetti: accordo su Acri firmato. Mancano opere e delibere: ecco cosa serve.

Monte Stallonara, tra aste sospese e diritti calpestati: la voce dei residenti a Roma di Sera

La vicenda dell’ex piano di zona di Monte Stallonara resta un nervo scoperto della Capitale: famiglie che hanno versato 100–200 mila euro per case mai pienamente legittimate, opere primarie incompiute e un limbo giuridico-amministrativo che dura da 16–20 anni. Nella trasmissione, la portavoce del comitato, Monica Polidori, ha denunciato l’ennesimo colpo di scena: "Oggi, senza assolutamente essere stati avvisati, si sono presentati gli ufficiali giudiziari, erano sei persone nominate dal Tribunale per venire a vedere le case." Un arrivo che stride con le rassicurazioni sull’evitare nuove aste.

Lo scenario, ricordato dalla portavoce, è drammatico: strade in parte ancora su terra, illuminazione e gas mancanti (si va avanti con GPL), vasche di laminazione da completare. L’ente Astral è nel mirino per ritardi "inaccettabili": "Noi abbiamo un cartello qui di opere pubbliche di Astral, ente regionale della Regione Lazio, iniziate nel 2021, siamo nel 2027, e si devono ancora finire le opere, c'è scritto che ci avrebbero messo sei mesi." Nel frattempo, l’immobilizzazione patrimoniale è totale: "in questo momento le case sono intestate, dopo la revoca della concessione, al Comune di Roma Piazza del Campidoglio 1", con residenti impossibilitati a vendere o affittare come normali proprietari.

Dal Campidoglio arriva una parziale smentita operativa con Yuri Trombetti, Presidente della Commissione Politiche Abitative: "abbiamo approvato una mozione del Consiglio Comunale importante che dà degli indirizzi agli uffici" per trattare gli inquilini come vittime di una truffa e non come morosi qualsiasi. E sui dossier più caldi: "noi abbiamo chiuso l'accordo con Acri, Antonucci l'ha firmato anche qui due giorni fa", con notifica al giudice per la convalida e lo stop alle procedure esecutive su Acri 1 e Acri 2. Un passaggio che dovrebbe neutralizzare gli accessi per le stime, fonte di enorme ansia tra i residenti.

Resta la frattura tra principi e prassi. Polidori insiste: servono delibere cogenti, non solo mozioni: atti che impongano agli uffici il riconoscimento integrale di quanto versato e una definizione trasparente del prezzo finale calmierato. Il tema qualità è altrettanto dirimente: costruzioni con crepe, muffe, aree comuni che "sprofondano" su rifiuti. "io non roggito in queste condizioni finché il Comune di Roma non mi sistema tutto", afferma la portavoce.

Capitolo "furbi": su spinta del comitato, la Polizia Locale ha rilevato almeno 15 casi di irregolarità (occupazioni e affitti non conformi), scattando lettere di diffida: "sono già a partire le lettere per dire signora, noi non le abbiamo trovate, significa che c'è dentro casa, perché come sai è una violazione della norma regionale e noi queste case ce le andremo a riprendere." Un’azione necessaria per tutelare i resistenti e fare pulizia, ma che non risolve il cuore del problema: la certezza dei diritti per chi ha pagato e attende da anni.

La via d’uscita passa per tre mosse: 1) Delibera attuativa che recepisca l’indirizzo politico e definisca iter e metriche (riconoscimento somme, requisiti, prezzi); 2) Cabina di regia Comune–Regione–Astral con cronoprogramma pubblico su infrastrutture e collaudi; 3) Task force legale per chiudere gli accordi con i commissari e sterilizzare le aste residue. Solo così Monte Stallonara potrà tornare a essere un quartiere, non un simbolo di un fallimento collettivo.