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Latina, microcamere sui vestiti per superare l'esame della patente: 6 arresti

Latina, microcamere sui vestiti per superare l'esame della patente: 6 arresti

Microcamere sui vestiti e auricolari per sentire le risposte. Era questo l'escamotage usato presso la motorizzazione di Latina da alcuni candidati per superare l'esame della patente. Soprattutto di origine indiana, i candidati pronti a pagare per ricevere l'aiuto dell'organizzazione composta da autoscuole e personale della motorizzazione.

Sei persone sono finite ai domiciliari al termine dell'indagine svolta dalla Polizia tra ottobre 2022 e giugno 2023 che vede un totale di 18 indagati. L'accusa a vario titolo per i sei è di associazione a delinquere con lo scopo di falsificare gli esami per le patenti di guida.

Latina, microcamere sui vestiti per superare l'esame della patente: 6 arresti

Il blitz è scattato nella mattina di oggi 15 gennaio, quando gli agenti della Polizia di Stato della Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura della Repubblica di Latina, insieme alla Squadra di Polizia Giudiziaria della Sezione Polizia Stradale del Capoluogo pontino, hanno eseguito sei ordinanze di applicazione di misure cautelari personali emesse dal GIP del Tribunale di Latina.

Le indagini tra intercettazioni e registrazioni video

Per mesi gli agenti hanno seguito i "movimenti" del gruppo tra intercettazioni telefoniche e ambientali, registrazioni video e acquisendo un copioso carteggio relativo ai fascicoli degli esami teorici. Indagini che hanno permesso di scoprire un radicato sistema di corruzione e falsificazioni degli esami per ottenere la patente di guida, in cambio di somme di denaro.

Come funzionava il sistema illegale

Il sistema avrebbe coinvolto alcune autoscuole della provincia pontina e una di Mugnano di Napoli, un dipendente della Motorizzazione di Latina e un addetto alla vigilanza in servizio presso la MCTC (Motorizzazione Civile) di Latina. Secondo quanto accertato dagli investigatori per superare il test della patente presso la motorizzazione la venivano usati sofisticati sistemi di comunicazione.

I candidati erano dotati di microtelecamere nascoste sugli indumenti, che consentivano loro di ricevere assistenza a distanza mediante impulsi durante gli esami teorici. Il tutto avveniva con la complicità dell'addetto alla vigilanza, che avrebbe omesso di segnalare le irregolarità.