4.000 euro per superare l’esame della patente grazie a telecamere nascoste e auricolari. E la camorra a fare da regia in questi esami comprati. Lo scandalo era emerso nei giorni scorsi sul quotidiano La Repubblica, con un dialogo trascritto tra la cronista e il titolare di un’autoscuola che, dalle 9 del mattino, aveva già “preparato” 7 candidati per sostenere l’esame di teoria. Preparato nel senso che aveva vestito chi ha pagato, con apparecchiature tecnologiche per consentirgli di superare la prova di teoria. Si tratterebbe di un business da milioni di euro, guadagnati ogni giorno, soprattutto per fare passare l’esame a cittadini stranieri che non parlano neppure l’italiano. Ma con titolari di autoscuole, gli esaminatori e i vigilantes, accondiscendenti, sapendo bene dunque che questi stranieri stavano usando auricolari e microtelecamere. Ci sono anche delle immagini sul sito de La Repubblica che mostrano la Motorizzazione civile, la sede sulla Laurentina di Roma, ma la stessa scena avviene in almeno altre 7 città italiane da nord a sud. Fino ad ora a livello penale si rischiava una imputazione per truffa. Sarebbe la camorra a gestire il tutto, in questo caso si può finire in carcere per associazione a delinquere di stampo mafioso. “Il Mit è certo che gli organi inquirenti faranno chiarezza sulla vicenda – si legge in una nota del Ministero dei Trasporti– Alla luce di questa inchiesta giornalistica, il ministero ricorda che nelle sedi d’esame sono state prese, da tempo, tutte le misure ritenute necessarie e opportune per evitare eventuali brogli e assicurare la trasparenza. Siamo comunque pronti a valutare altri eventuali strumenti di controllo” conclude la nota.