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Il Papa e le periferie. Don Roberto ricorda la visita a Corviale

Il Papa e le periferie. Don Roberto ricorda la visita a Corviale

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A pochi giorni dalla morte di Papa Francesco, avvenuta alle 7:35 del 21 aprile scorso, in tanti ricordano un piccolo momento o un pezzo di vita trascorso con lui. Lui, il Papa vicino agli ultimi, il Papa dagli estremi confini della terra, che ha portato i confini della Capitale al centro del suo pontificato.

Le periferie di Roma sono luoghi pieni di storie, di tradizioni, di romanità, ma soprattutto di persone che spesso si sentono abbandonate dalle istituzioni. Ma con piccoli gesti semplici, come era la sua personalità, Papa Francesco manifestava la sua vicinanza a quartieri come Corviale, gesti come quella chiamata che quattro anni fa il pontefice in persona fece al parroco della chiesa di San Paolo della Croce a Corviale, Don Roberto Cassano.

La chiamata e la visita a Corviale

Quella chiamata arrivò in un momento particolare: era il 2020 e la comunità era riunita in diretta Facebook a causa della pandemia da Corona Virus. Vuole portare i suoi saluti alle persone che aveva stretto due anni prima, il 15 aprile 2018, visitando la chiesa di fronte al “serpentone”, il palazzo lungo un chilometro diventato il simbolo di quel luogo.

In occasione della visita del Papa, molti volontari lavorarono assieme per dare un aspetto più bello alla parrocchia e il ricordo di quei giorni, e poi della visita del Pontefice, è ancora fresco perché l’affetto fu tanto, come ricorda proprio Don Roberto.

“La cosa che più mi è rimasta impressa dell'incontro che ha avuto con la comunità parrocchiale il 15 aprile 2018, quando il Papa venne a fare la visita pastorale, è stata la sua semplicità. Appena arrivato, ci ha messo subito a nostro agio e si è subito posto come il parroco con i suoi parrocchiani, pur essendo il Papa. I parrocchiani l'hanno percepito immediatamente, tant'è che quando poi c'è stato l'incontro con 100 persone bisognose e fragili nel salone parrocchiale, non si è tirato indietro né alle domande né alle richieste di foto, di selfie."