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Papa Francesco, quel "buonasera" del vescovo di Roma "vicino agli ultimi"

Papa Francesco, quel "buonasera" del vescovo di Roma "vicino agli ultimi"

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Lo ricordano in tantissimi per quel “Buonasera” pronunciato dal balcone della basilica di San Pietro. Quel 13 marzo 2013 apre il pontificato di Papa Francesco, che sin dall'inizio si preannuncia diverso da quello dei predecessori.

Come vorrei una Chiesa povera e per i poveri! Per questo mi chiamo Francesco, come Francesco d’Assisi”, così aveva spiegato la scelta del suo nome l'ex arcivescovo di Buenos Aires durante una conferenza stampa con i giornalisti. Rinuncia da subito all’appartamento e richiede un’utilitaria, un gesuita che ha portato una freschezza evangelica senza eguali e poi inizia a diffondere il suo messaggio di vicinanza verso gli ultimi in giro per il mondo. Una missione che in queste ore vale a papa Bergoglio il rispetto e la gratitudine dei tanti che lo hanno incontrato, come Vladimir Putin, Donald Trump e anche il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella.

Le parole di Mattarella in ricordo di Papa Francesco

"Accanto al dolore per la morte di Papa Francesco avverto un senso di vuoto. Il senso della privazione di un punto di riferimento cui guardavo. Ha conquistato il mondo, sin dal primo momento, già con la scelta del nome di Francesco". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo messaggio in memoria di Papa Francesco. "I suoi avi sono emigrati dal Piemonte in Argentina. Francesco è stato sempre uomo di speranza convinta, contro ogni difficoltà. L'ha trasmessa anche nei giorni della sua malattia".

Il Papa “vicino agli ultimi”

Voleva essere sempre “vicino agli ultimi”, Papa Francesco, e interpretò questa sua missione anche nella veste di vescovo di Roma, andando sempre a visitare le parrocchie periferiche più di quelle del centro. Dalla Chiesa Santa Maria di Canossa alla Borgata Ottavia, a San Gregorio Magno in piazza Certaldo alla Magliana, dalla parrocchia di Guidonia Montecelio a quella di Acilia, da Ponte di Nona Borghesiana e poi Tor de' Schiavi, Primavalle, Casal Palocco, Casal Monastero.

"In questo momento di cordoglio - racconta a Radio Roma Gianluca Lanzi, presidente Municipio XI - tornano alla mente le visite di Papa Francesco alle parrocchie romane, in particolare a quelle del Municipio XI. Nel 2014 venne alla Magliana a San Gregorio Magno, nel 2018 a Corviale a San Paolo della Croce. In entrambe le occasioni abbiamo potuto vedere quanto fosse legato alla nostra città, quanto volesse conoscere profondamente la nostra città".

Il papa delle “prime volte”

Il papa delle “prime volte” - dalla convivenza con Papa Ratzinger al quale era succeduto dopo le dimissioni per motivi di salute all'apertura della Porta Santa nel carcere romano di Rebibbia segnando un momento epocale nella storica dei Giubilei ordinari.

Finché la salute lo ha assistito, si è sempre speso al servizio degli ultimi anche lontano dalle telecamere.

A Roma Bergoglio aveva anche un luogo cui era particolarmente affezionato ed è la basilica di Santa Maria Maggiore a lui molto cara. Si recò lì anche il giorno delle dimissioni dal Gemelli, dopo oltre un mese di ricovero. È anche il luogo dove – per sua volontà – riposerà per sempre.