Ragazzini che invece di andare a scuola rimangono a casa o se ne vanno in giro per le strade di Roma con il rischio di entrare in contatto con contesti pericolosi. Un fenomeno quello della dispersione scolastica che interessa soprattutto i grandi centri come la Capitale dove in un mese sono stati scoperti e segnalati 122 studenti. In provincia i casi ci sono, ma sono di gran lunga la minima parte.
Dispersione scolastica a Roma, è allarme nei grandi centri
Tra i tanti che in quest'anno non hanno frequentato le lezioni, la metà sono italiani, gli altri stranieri. Il caso limite di 5 fratelli praticamente mai entrati in aula e di altrettanti fratelli minori che hanno accumulato decine di giorni ciascuno, ma anche quello dei mesi di assenza di una liceale che fingeva di seguire le lezioni. Assenze senza motivo: a volte di nascosto, altre con la consapevolezza dei genitori.
Dall'ammenda alla denuncia
Per è tenuto ad assicurare ai minori la frequentazione alla scuola dell'obbligo il rischio è una denuncia. In sintesi, i primi a lanciare l'alert sono gli istituti, se poi i minori continuano a non presentarsi scatta l'ammenda dei sindaci e l'intervento dei servizi sociali, quindi l'intervento delle forze dell'ordine che segnalano i genitori all'autorità giudiziaria.
Niente scuola, tante assenze per studenti tra i 12 e i 16 anni
In un mese di verifiche da Ostia a Civitavecchia passando per la Cassia e i comuni a nord della città, i carabinieri hanno portato alla luce un serio problema di dispersione scolastica a Roma. Sono stati soprattutto i maschi e i bambini tra i 12 e i 16 anni a non rispondere al suono della campanella, collezionando assenze anche di tre mesi.
C’è poi chi non è entrato mai in classe. Come i 5 fratelli dai 9 ai 15 anni che non si sono praticamente mai presentati. I genitori originari dell’est Europa sono stati segnalati alla Procura, denunciati per inosservanza dell'obbligo dell'istruzione dei minori come anche gli altri papà e mamme.
Rusconi (Anp Roma): "Le scuole devono diventare il vero centro sociale delle grandi città"
Un fenomeno che per il presidente dell'Associazione nazionale presidi di Roma, Mario Rusconi, deve essere represso "come stanno facendo le forze dell'ordine e intervenendo sui genitori che hanno l'obbligo di mandare i figli a scuola" ma anche disincentivato con tutta una serie di iniziative che come Ministero, uffici scolastici, scuole da un po' di tempo stiamo cercando di portare avanti".
Come? "Tenendo le scuole aperte anche periodi estivi e di pomeriggio; facendo in modo cioè che la scuola sia attrattiva che diventi per questi ragazzi un punto di riferimento" spiega Rusconi. "Le scuole devono diventare il vero centro sociale delle grandi città dove il fenomeno della dispersione è molto accentuato" aggiunge il presidente di Assopresidi Roma.
"Non è solamente un fatto di formazione, riguarda molto anche il cercare di prevenire il triste fenomeno della delinquenza minorile. Ragazzi che abbandonano la scuola anche a 10-11 anni e che vengono poi assoldati da bande criminali per spaccio di droga, per furti" conclude.
