Nella serata di ieri un’operazione congiunta delle forze dell’ordine ha portato all’arresto di un 43enne italiano a bordo di un convoglio in arrivo allo scalo ferroviario di Roma Termini. L’uomo, diretto verso Sud, è ritenuto responsabile di una violenta estorsione e rapina ai danni di una coppia di anziani a Novara. La cattura è avvenuta durante la breve sosta del treno, al termine di un tracciamento investigativo sviluppato tra Piemonte, Lombardia e Lazio.
La cattura alla stazione di Roma Termini
All’ingresso del convoglio in stazione, gli agenti sono saliti rapidamente individuando il sospettato in una delle ultime carrozze. L’uomo stava cercando di occultare refurtiva e arma all’interno di uno zaino posizionato sotto il sedile. I poliziotti lo hanno fatto scendere in sicurezza, salvaguardando i passeggeri presenti e trasferendolo negli uffici del Reparto Stazione Roma Termini per gli accertamenti.
L’arresto, eseguito dalla Polizia di Stato con il supporto dei reparti territorialmente competenti, si inserisce in un dispositivo di contrasto ai reati predatori che valorizza l’immediatezza degli interventi a bordo treno e nei principali hub del trasporto ferroviario della Capitale.
La rapina a Novara e la fuga verso Milano
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della Squadra Mobile di Novara, alle ore 14.30 l’uomo avrebbe avvicinato i due coniugi presentandosi come finto carabiniere. Con la complicità di altri soggetti in contatto telefonico, che avrebbero prospettato presunte conseguenze penali ed economiche in caso di mancata consegna di denaro, si sarebbe fatto aprire l’abitazione.
Una volta dentro, la coppia ha consegnato denaro, oro e gioielli, oltre a una pistola regolarmente detenuta. I coniugi si sono poi insospettiti tentando di recuperare i propri beni, ma sarebbero stati colpiti dal malvivente che è fuggito verso la vicina stazione, riuscendo a salire su un treno diretto a Milano.
Le indagini e il tracciamento tra Novara e Milano
La risposta investigativa è stata immediata. La Squadra Mobile di Novara, esaminando in pochi minuti le immagini dei sistemi di videosorveglianza pubblici e della stazione, ha identificato il sospettato e ne ha ricostruito gli spostamenti. Le telecamere lo hanno ripreso mentre, giunto nello scalo di Novara, si cambiava rapidamente d’abito nel tentativo di eludere eventuali riconoscimenti.
Per garantire un coordinamento su più scali, è stato informato il personale della Polizia Ferroviaria di Milano, che dalla visione delle telecamere ha seguito l’intero percorso del fuggitivo all’interno della stazione. Dalle verifiche è emerso che l’uomo era sceso a Milano per poi ripartire su un altro treno diretto a Napoli, con unica fermata intermedia prevista a Roma Termini nel tardo pomeriggio.
Il coordinamento operativo verso Roma
Grazie ai contatti tempestivi tra le sale operative della Polizia Ferroviaria e al raccordo tra le Squadre Mobili competenti lungo la tratta, sono stati allertati gli operatori del Compartimento Polizia Ferroviaria per il Lazio e della Squadra Mobile di Roma. L’obiettivo era intercettare il ricercato durante la breve sosta in Capitale, evitando rischi per i viaggiatori e preservando l’integrità degli indizi a bordo.
L’intervento a Roma ha chiuso un inseguimento prevalentemente investigativo, reso possibile dall’uso coordinato dei sistemi di videosorveglianza e dalla condivisione in tempo reale delle informazioni tra uffici investigativi e reparti della polizia ferroviaria sulle principali direttrici Nord Sud.
Il sequestro e l’arresto
Una volta accompagnato negli uffici del Reparto Stazione Roma Termini, l’uomo, descritto come pluripregiudicato per reati contro il patrimonio e in materia di armi e stupefacenti, ha confermato di essere proprietario dello zaino recuperato sotto il sedile. All’interno sono stati rinvenuti oggetti ritenuti provento del reato e armi.
Nello specifico, gli agenti hanno sequestrato una pistola Beretta calibro 7.65 con caricatore e 6 cartucce, un tirapugni, un pugnale con testa d’aquila, 24 monili d’oro e 380 euro in contanti. Il 43enne è stato tratto in arresto e il provvedimento è stato successivamente convalidato dalla competente Autorità giudiziaria.