Da domani cambia il meccanismo di contenimento dei prezzi alla pompa. Termina la riduzione fissa dell’accisa sul gasolio in vigore dal 26 settembre e subentra il sistema delle accise mobili, che utilizza una quota del maggior gettito fiscale generato dai rincari dei carburanti. La novità arriva in una fase di mercato delicata e interessa direttamente automobilisti e imprese di Roma e Lazio, alle prese con costi di rifornimento ancora instabili.
Cosa cambia dal 6 ottobre
Con la fine dello sconto fisso, non sarà più applicata la riduzione lineare dell’accisa sul gasolio pari a 50 euro per mille litri, equivalente a 5 centesimi al litro. Considerando l’Iva, l’alleggerimento effettivo alla pompa era di circa 6,1 centesimi al litro. Da domani il contenimento dei prezzi, se attivato, opererà in forma variabile, legandosi all’andamento delle entrate fiscali sui carburanti.
Come funziona l’accisa mobile
Il principio è semplice. Quando i prezzi di benzina e gasolio crescono e lo Stato incassa più Iva, una parte di questo extragettito viene destinata a ridurre temporaneamente le accise, attenuando l’impatto dei rincari per i consumatori. Si tratta di un meccanismo pensato per rendere più flessibile la fiscalità sui carburanti, senza pesare su altre voci di bilancio, perché finanziato proprio con le maggiori entrate legate ai prezzi in aumento.
Fine dello sconto sul gasolio e impatto reale
L’alleggerimento che ha operato finora sul gasolio, pari a 5 centesimi al litro e 6,1 centesimi considerando l’Iva, cessa dalla mezzanotte. La misura aveva ridotto in modo uniforme il prezzo in tutte le stazioni di servizio, ma non teneva conto dell’evoluzione dei listini internazionali. Con l’accisa mobile la modulazione delle imposte potrà essere calibrata in base all’andamento del mercato, con l’obiettivo di contenere oscillazioni troppo brusche ai distributori.
L’iter del decreto e le risorse in gioco
Il Governo e i ministeri competenti, con il Mef in prima linea, attendono dall’Agenzia delle Entrate le stime sull’extragettito Iva registrato a settembre sui carburanti. Solo dopo sarà possibile definire l’ampiezza dell’intervento. L’attuazione avverrà con un decreto interministeriale, che non richiede un passaggio in Consiglio dei ministri, poiché l’operazione è finanziata con il meccanismo delle accise mobili.
Il quadro dei prezzi e l’inflazione
La transizione al nuovo sistema interviene in un contesto macroeconomico complesso. A settembre l’inflazione è salita al 4,2%, non più circoscritta ai soli beni energetici. La dinamica dei listini dei carburanti resta quindi un elemento centrale per i bilanci familiari e la competitività delle imprese. Un meccanismo fiscale reattivo può contribuire a limitare picchi di prezzo che colpiscono pendolari, autotrasporto e operatori economici anche a Roma e nel Lazio.
Le iniziative delle compagnie
Accanto all’intervento pubblico si muovono le iniziative volontarie delle compagnie. Eni ha introdotto un tetto ai prezzi praticati in rete pari a 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro per il gasolio. IP ha adottato gli stessi valori massimi. Q8 ha attivato dal 1° ottobre un proprio meccanismo di contenimento dei prezzi con durata di 30 giorni. Queste scelte puntano a offrire un riferimento chiaro agli automobilisti, evitando impennate repentine nelle aree più esposte alla volatilità.