Home NOTIZIE CULTURA E SPETTACOLO “Don’t Forget”, il kolossal sugli orrori nazisti è già un evento: sabato...

“Don’t Forget”, il kolossal sugli orrori nazisti è già un evento: sabato il trailer in anteprima

Il film non è ancora uscito ma “Don’t Forget”, il kolossal di Ovidio Martucci dedicato alle stragi naziste compiute durante la seconda guerra mondiale nel Lazio, sta già riscuotendo l’interesse della critica cinematografica internazionale: mentre il regista è ancora alle prese con le ultime fasi del montaggio, è arrivata la conferma che la pellicola verrà presentata ai principali concorsi internazionali in programma nei prossimi mesi tanto che, oltre alla versione girata in lingua italiana, sono già state commissionate una versione in inglese e una in tedesco.

L’anteprima nazionale del trailer
E a ulteriore conferma dell’attenzione che accompagna l’uscita del film c’è anche l’interesse crescente verso gli eventi di presentazione organizzati dalla produzione in vista della prima cinematografica, prevista in novembre. E’ il caso, per esempio, della serata di gala allestita al Pier di Roma per la presentazione in anteprima esclusiva nazionale del primo trailer del kolossal: oltre a Ovidio Martucci, che del film è regista ma anche attore, sarà presente tutto il cast della pellicola (tra cui spiccano Nadia Bengala, ex Miss Italia, Francesca D’Achille, Tony Cortese, Davide Simcich e Francesca Rasi) e il maestro Tony Esposito, autore della colonna sonora.

Documento storico e atto d’amore
Girato in provincia di Latina nell’arco di sette settimane durante la scorsa settimana , il film “Don’t Forget” è un vero e proprio documento di valore storico per riportare all’attenzione dell’opinione pubblica pagine della seconda guerra mondiale dimenticate troppo in fretta. La trama rievoca stragi ed episodi dell’occupazione nazista in un periodo che va dal 1927 al 1944 e culminati con l’eccidio di San Silviano: l’uccisione a Terracina – il 7 aprile 1944 – di Antonia Martucci, una donna inferma costretta sulla sedia a rotelle che venne prima violentata e poi bruciata viva dai soldati di Hitler solo perché non aveva obbedito all’ordine di sfollare con sufficiente rapidità. Oltre a lei, persero la vita altre tre vittime innocenti: Arturo Leccesi, anch’egli invalido, Domenico Marzullo e pure un religioso, frate Biagio – al secolo Onorato Trani – che pagò con la vita la decisione di aiutare e proteggere la donna paraplegica. Vittime inermi e oggi dimenticate, alle quali in passato le città del territorio magari hanno dedicato una strada o una lapide ma la cui vicenda è ignota ai più: nomi sospesi, appunto, ai quali Ovidio Martucci, pronipote di Antonia, ha deciso di rendere omaggio in un vero e proprio atto di amore e riconoscenza.