Cresce la circolazione del virus West Nile nel Lazio, ma in Ciociaria la situazione resta ferma. Secondo l’aggiornamento del 19 agosto, i casi regionali sono saliti a 49, tredici in più rispetto ai 36 rilevati il 12 agosto, mentre nel territorio della Asl di Frosinone è confermato un solo caso.
La situazione a Frosinone
Per la provincia ciociara il dato rimane stabile: uno su 49. Il bollettino redatto dall’Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani e dalla Regione Lazio indica che tutti i casi finora registrati sono autoctoni, dunque contratti sul territorio. Un elemento che, pur in presenza di numeri contenuti a Frosinone, impone di mantenere alta l’attenzione anche a livello locale.
Il quadro regionale
La distribuzione conferma differenze marcate tra le province. Latina resta l’area più colpita con 24 casi, quasi la metà del totale. Nelle Asl della Capitale si contano 2 positività in Roma 1, 6 in Roma 2, 3 in Roma 3, 6 in Roma 5 e 4 in Roma 6. A Viterbo i casi sono 3, mentre Frosinone rimane a quota 1. Rispetto al 12 agosto il Lazio passa da 36 a 49 positività, con un incremento di circa il 36% in sette giorni; particolarmente evidente la crescita nell’area della Asl Roma 5, da due a sei casi.
Gravità dei casi e prevenzione
Dal bollettino emerge anche il profilo clinico: 22 persone hanno sviluppato la forma neuro-invasiva, 25 hanno manifestato febbre e 2 positività sono state rilevate tra i donatori. Il West Nile si trasmette principalmente tramite la puntura di zanzare infette, soprattutto del genere Culex; l’infezione non si diffonde abitualmente da persona a persona con il contatto quotidiano.
La prevenzione resta centrale anche in Ciociaria: è utile ridurre i ristagni d’acqua in sottovasi e contenitori, mantenere pulite caditoie e grondaie e ricorrere a zanzariere e repellenti quando necessario. Già a giugno lo Spallanzani aveva ricordato come il focolaio regionale del 2025 abbia confermato che le arbovirosi rappresentano una presenza stabile sul territorio nazionale.