Il volontariato da sempre rappresenta una risorsa fondamentale per garantire il regolare svolgimento dei servizi legati ad attività ed eventi. Ed è proprio al volontariato che Roma Capitale si rivolge con l'istituzione del Gruppo dei Volontari Civici della Polizia Locale, un corpo di singoli cittadini che svolge un’azione spontanea e gratuita esclusivamente per fini di solidarietà, ma con ruoli e attività definite da un apposito regolamento statuario. A darne il via, è l’Assemblea Capitolina che ha votato favorevolmente la delibera che ne approva il regolamento.
“I Volontari Civici si occuperanno principalmente di controllare le piazze, le fontane e i monumenti di questa nostra Capitale – dice ai microfoni di Radio Roma Marco Milani, segretario romano del Sulpl (Sindacato Unitario Lavoratori Polizia Locale) -. Saranno posti anche vicino ad istituti scolastici e per tutte le altre esigenze che l’amministrazione e il Comando del corpo riterrà opportune. Il Comando del corpo avrà la funzione di coordinare e formare queste figure. Questi volontari saranno formati presso la nostra scuola permanente”.
I volontari civici come verranno reclutati?
I volontari affiancheranno i caschi bianchi in attività di pubblica utilità. Sono cittadini o agenti in pensione che si mettono a disposizione per impegnarsi in favore della città, ma come verranno reclutati? Tramite avviso pubblico: una volta presentata la domanda, una commissione valuterà il giudizio di ammissione che ne verificherà anche i requisiti, poi si passerà al periodo di formazione della scuola della Polizia Locale a Cinecittà.
Milani (Sulpl): "Favorevoli alla partecipazione dei cittadini, ma siamo sotto organico"
La Capitale, quindi, potrà contare presto su un supporto importante, nonché generoso, per lo svolgimento di determinate mansioni, ma questo – dicono i sindacati - non risolve i problemi definiti “atavici” della Polizia Locale di Roma, che da anni lamenta problemi di organico.
“Come sindacato siamo sicuramente favorevoli a tutto ciò che è partecipazione da parte dei cittadini. Siamo appunto soddisfatti del fatto che anche noi, come già le associazioni di Carabinieri, abbiamo un’apertura al mondo del volontariato – specifica Milani -. Urge, però, sottolineare come questo non debba costituire un alibi per l’amministrazione e per quello che invece riguarda la risoluzione dei problemi storici della polizia locale di Roma Capitale, a partire da una pianta organica carente di circa 3000 unità, passando poi per un ordinamento che è fermo purtroppo al 2008 a fronte di una città che cambia”.
Cambia la città, cambiano anche le mansioni e “lo stimolo indirettamente deve giungere anche al governo centrale, che deve decidersi ad affrontare una legge di riforma per ammodernare la legge quadro della categoria ferma alla metà degli anni ‘80 in una dimensione urbana, specialmente nelle grandi metropoli, che è profondamente mutata – afferma il segretario romano del Sulpl -. Sono mutati anche i nostri compiti, che ci vedono sempre più coinvolti in attività come presidi all’interno dei campi nomadi, sgomberi di appartamenti occupati, lotta alla criminalità diffusa, attività che un tempo erano riservate alle sole forze di Polizia nazionale.”
