San Pellegrino alza la voce nel centro storico di Viterbo. Nel corso dell’ultima riunione del comitato di quartiere, alla presenza dei consiglieri comunali Alvaro Ricci e Andrea Micci, i residenti hanno denunciato la carenza di stalli di sosta, la scarsa manutenzione e il divario di finanziamenti rispetto ad altri interventi cittadini. Da qui l’idea di un coordinamento unitario e l’ipotesi di una lista civica dei residenti per portare le istanze direttamente in Comune.
Comitato unico e rappresentanza diretta
La sfiducia verso le risposte finora ricevute ha portato a valutare la nascita di un comitato unico del centro storico, con azioni coordinate su viabilità, decoro e servizi. Secondo quanto discusso, tale piattaforma potrebbe tradursi nella presentazione di una lista civica alle prossime elezioni comunali, così da rappresentare in aula le priorità di chi vive quotidianamente il quartiere medievale.
Sosta e manutenzione, i nodi irrisolti
Il tema più urgente resta la sosta. La perdita di 80 posti auto al parcheggio delle Fortezze ha aggravato le difficoltà; in via delle Caprarecce gli stalli riservati ai residenti sono scomparsi insieme alla segnaletica. Nonostante un confronto con il capo dei vigili urbani, che aveva promesso il ripristino dei vecchi cartelli, non è seguita alcuna azione concreta. Dal dibattito emerge la denuncia di una gestione che penalizza i residenti a vantaggio di interessi privati legati ad attività alberghiere e imprenditoriali, mentre gli spazi pubblici si riducono.
Finanziamenti e priorità
I residenti contestano un divario nei finanziamenti. Accanto al Palazzo dei Papi sono previsti quasi 36 milioni di euro per il Borgo della Cultura, oltre a 425mila euro di fondi del Giubileo per la cattedrale e 500mila euro per la loggia; per la Macchina di Santa Rosa l’appalto sfiora 1 milione e 600mila euro. Per San Pellegrino, invece, risultano al momento solo i fondi Fesr da 1 milione e 800mila euro destinati alla ex Zaffera, ritenuti un avvio da accompagnare con interventi su facciate, torri medievali e rimozione dei cavi elettrici.
Casa e servizi, le proposte
Il consigliere del Partito democratico, Alvaro Ricci, ha puntato sull’housing sociale: "Il comune di Viterbo deve investire 1 milione 500mila euro in tre anni facendosi carico di affitti a canone concordato, così da agevolare il ripopolamento nel centro storico. Serve un accordo immediato tra Regione, Ater e Comune per un piano di housing sociale, oltre ad agevolazioni per le ristrutturazioni azzerando gli interessi sui mutui per le case private".
Sulla stessa linea il consigliere della Lega, Andrea Micci, ha richiamato una strategia a più fronti: "Bisogna prendere atto della crisi in corso nel centro storico e non negarla. Per poter rilanciare la zona è necessario un approccio basato su quattro pilastri: politica abitativa, commercio, servizi, ed eventi. Senza una rete di negozi di vicinato e di servizi essenziali per le famiglie, ogni tentativo di riportare gli abitanti nel quartiere medievale rischierebbe di rivelarsi soltanto temporaneo, specialmente di fronte al fenomeno delle continue conversioni degli appartamenti in locazioni turistiche".