Viterbo resta in bollino rosso fino a venerdì 26 giugno per l’ondata di calore in corso, con temperatura massima percepita di 36 gradi. Alle 8 si registrano già 23 gradi, che salgono a 33-34 intorno alle 14. Il bollettino del ministero della Salute indica il livello 3 di emergenza: il rischio riguarda anche persone sane e attive, non solo anziani, bambini molto piccoli e pazienti con malattie croniche. L’ondata, iniziata il 23 giugno, è segnalata come particolarmente insidiosa quando si prolunga nel tempo.
Il quadro a Viterbo
La città affronta giornate caratterizzate da caldo intenso e umidità elevata. Il ministero avverte che la durata degli episodi aumenta gli effetti negativi attesi sulla salute: la raccomandazione è seguire gli aggiornamenti del bollettino e limitare le esposizioni nelle ore più calde.
L’indice sulla vivibilità climatica
Nonostante le temperature di questi giorni, Viterbo figura tra i centri più confortevoli del Paese secondo la quinta edizione dell’Indice sulla vivibilità climatica 2025 del Corriere della Sera con ilMeteo.it. Il capoluogo della Tuscia è 17esimo con 722 punti su 17 indicatori climatici valutati. In testa alla graduatoria nazionale c’è Ancona, favorita dalla ventilazione naturale sull’Adriatico: il report conferma che le città del versante adriatico risultano mediamente più fresche e vivibili rispetto a quelle tirreniche.
Indicatori locali
Per Viterbo, alcuni parametri sono giudicati “scarse”: 46 giorni con temperatura percepita uguale o superiore a 32 gradi, 55 notti tropicali con minima a partire da 20 gradi, 40 ondate di calore e 79 giorni con raffiche di vento uguali o superiori a 40 km/h. “Scarso” anche il “comfort umidità”: 73 giorni nel range 30%-75%. Sono “Nella media” i giorni di caldo africano (sei con temperatura uguale o superiore a 34 gradi) e quelli di pioggia (62). Sono “Buone” le escursioni termiche, la nuvolosità (46% di cielo coperto nell’anno), la brezza estiva (8 km/h), i giorni di nebbia (tre) e le ore di sole al giorno (6). Valutati come “ottimi” i giorni di siccità prolungata (24) e quelli di gelo e freddo intenso (zero), le piogge intense e un solo evento estremo rilevato.
Il contesto nel Lazio
La regione mostra segnali di crescente stress climatico, in particolare per temperature percepite e notti tropicali. Roma scivola al 91esimo posto nazionale, con una perdita di 23 posizioni rispetto all’anno precedente. Peggio fa Frosinone, ultima tra i capoluoghi laziali al 100esimo posto. Più stabile Rieti, al 62esimo, mentre Latina precede di poco la Capitale all’87esimo.