In tutta Viterbo l’acqua di rete torna potabile. La Asl, all’esito delle analisi dell’Arpa, ha comunicato che il parametro enterococchi è rientrato nei limiti previsti e la sindaca Frontini ha firmato l’ordinanza che revoca il divieto di utilizzo dell’acqua per uso alimentare.
“Con effetto immediato - fa sapere il Comune - possono tornare a utilizzare regolarmente l'acqua anche per uso alimentare”.
Le aree interessate
L’emergenza era scattata il 4 giugno e aveva riguardato le zone servite dalla rete idrica “Centro 480”: Cappuccini, Murialdo, Pila, Barco, Grotticella, Mazzetta, Pietrare, Ponte dell'Elce, zone strada Cassia sud, strada Filante, strada Buon Respiro. Con la revoca, l’erogazione per uso alimentare torna quindi regolare in tutti i quartieri coinvolti.
Il nodo dei tempi di analisi
La sindaca ha richiamato l’attenzione sulle tempistiche delle verifiche ufficiali, sottolineando la necessità di un coordinamento più rapido tra enti tecnici e sanitari. “In base a quanto comunicato da Talete, alla luce delle analisi effettuate all'interno dei propri laboratori, già dallo scorso 5 giugno il parametro era rientrato nei valori conformi alla norma. Purtroppo permangono le criticità relative alle tempistiche di campionamento e analisi da parte di Arpa, per conto della Asl, unici enti deputati a certificare l'effettivo rientro nella norma. Una criticità più volte segnalata nell'ambito di incontri che ho richiesto appositamente con Ato, Talete, Asl e Arpa. Una procedura che sconta lungaggini e un'organizzazione logistica non più tollerabili. Le tempistiche riguardanti il prelievo per i campionamenti, le successive analisi e la conseguente trasmissione all'ente, necessitano di un allineamento maggiore e anche di strumentazione e personale idonei affinché tale operazioni possano essere svolte sul posto, in città, e non altrove, abbattendo così anche i tempi di trasferimento dei campioni”.
Frontini ha inoltre evidenziato il tema del “fermo lavorativo” nei giorni festivi: “Quando si parla di temi così delicati, il servizio pubblico dovrebbe essere gestito diversamente. La salute pubblica non dovrebbe fermarsi di fronte alle festività”.