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Violenze e minacce per costringere imprenditore Pomezia a svendere immobili: arresti (VIDEO)

Violenze e minacce per costringere imprenditore Pomezia a svendere immobili: arresti (VIDEO)

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Imprenditore edile nelle rete di due gruppi criminali. Incastrato tra minacce e finte protezioni, lo hanno costretto a svendere tre immobili a circa la metà del prezzo di mercato. Un gioco delle parti nel quale è finito un costruttore di Pomezia, vittima di due gruppi criminali individuati dalla Direzione investigativa antimafia. Nove in tutto gli indagati, 6 finiti in carcere (3 già ristretti a seguito dell’operazione “Assedio”), due ai domiciliari e uno con obbligo di presentazione alla pg.

Violenze e minacce per costringere imprenditore Pomezia a svendere immobili

Gruppi contrapposti solo in apparenza, ma con uno stesso fine: mettere le mani sui soldi e sulle proprietà del costruttore a prezzi stracciati. Da un lato spari contro il cantiere e minacce di morte, dall’altro la protezione di 'pezzi da novanta' della criminalità romana come "Tony" Nicoletti figlio del cassiere della banda della Magliana e di esponenti vicini al clan catanese dei Santapaola.

A proporgliela anche un imprenditore pometino che intercettato gli chiede “tieni più alla famiglia o agli immobili?”. Offrendosi quindi di fare da mediatore. Come? Con 100mila euro versati dalla vittima come sponsorizzazione in favore di una società di basket e di calcio in saldo della protezione offerta da Nicoletti. In realtà l’unico interesse dei due gruppi era quello di estorcere soldi al costruttore prima terrorizzandolo con frasi tipo “ammazzo i tuoi figli e sgozzo tua moglie” e poi dandogli una finta speranza per uscire da un incubo che si trascinava da anni.

Le indagini della Dia di Roma

A mettere la parola fine è stata invece la Dia di Roma che nella mattina di oggi 23 giugno su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Roma, ha dato esecuzione all’ordinanza cautelare. Dalle indagini, partite da uno stralcio dell’operazione Assedio, è emerso come i due gruppi apparentemente contrapposti, ma in realtà tra loro alleati, abbiamo costretto l'imprenditore edile a cedere la proprietà di tre unità immobiliari di un complesso in via del Mare a prezzi inferiori a quelli di mercato per un valore corrispondente a circa 300mila euro. Il gruppo romano si sarebbe occupato delle violenze e intimidazioni mentre gli altri erano pronti ad offrire la loro “protezione” all’imprenditore.