Nel 2025, l’offerta formativa di Ebit Lazio, l’Ente bilaterale del commercio gestito da Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs e Confcommercio, si arricchirà di un importante strumento per la lotta alle violenze di genere: un nuovo percorso di formazione dedicato al riconoscimento e alla prevenzione dei segnali di violenza contro le donne.
Violenza sulle donne, l’obiettivo del progetto
Il progetto, frutto della collaborazione tra organizzazioni sindacali e rappresentanti del mondo del commercio, è stato presentato ufficialmente presso la Sala del Carroccio in Campidoglio, a Roma. Alla cerimonia di lancio hanno partecipato Guido Lazzarelli e Vittorio Pezzotti, rispettivamente presidente e vicepresidente di Ebit Lazio, insieme a figure istituzionali e rappresentanti delle parti sociali, tra cui Svetlana Celli, presidente dell'Assemblea Capitolina, e Simona Petrozzi, presidente di Terziario Donna Confcommercio Roma.
La nuova iniziativa formativa, voluta fortemente da Terziario Donna Confcommercio Roma, mira a fornire strumenti utili per individuare i segnali di violenza, spesso nascosti, e favorire una cultura di prevenzione e sostegno. Il percorso si inserisce in un più ampio impegno dell’Ente per promuovere il rispetto e l’inclusione nei contesti lavorativi, con un focus specifico sulle tematiche di genere.
Ha spiegato Guido Lazzarelli: “Il corso ha come obiettivo imparare a individuare episodi avvenuti sia tra le mura domestiche che sui luoghi di lavoro e garantire così assistenza alle vittime. Si rivolge ad una vasta platea, incluse le figure apicali delle aziende del terziario. Ogni anno il nostro Ente, grazie alla collaborazione con enti formatori accreditati alla Regione Lazio, offre numerosi corsi di formazione sui temi più disparati: dall’informatica alla sicurezza, dalle lingue al management. Dal 2025 si potenzierà con questo nuovo percorso sul contrasto alla violenza di genere che ci inorgoglisce particolarmente perché affronta un tema purtroppo attuale: i luoghi di lavoro rappresentano sia un ambiente a rischio-violenza che un contesto nel quale è possibile individuare campanelli d’allarme delle vittime di violenze subite in ambito domestico", ha concluso il presidente dell'Ente.