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Villa Medici ospita 'Pente raide': lettura-performance sul rapporto Francia-Algeria

Villa Medici ospita 'Pente raide': lettura-performance sul rapporto Francia-Algeria

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Villa Medici si prepara a un appuntamento di particolare rilievo culturale per il pubblico romano. Martedì 9 aprile alle ore 18.30, nel Grand Salon dell’Accademia di Francia a Roma, la poetessa e saggista Samira Negrouche, Premio Internazionale Benjamin Fondane per la Letteratura Francese, e lo scrittore e performer Marin Fouqué, borsista 2025-2026, daranno vita alla lettura-performance 'Pente raide'.

Un appuntamento a Villa Medici

L’incontro porta nella Capitale una proposta artistica che affronta con chiarezza e sensibilità un terreno ancora aperto del nostro presente. La collaborazione tra Samira Negrouche e Marin Fouqué dà forma a un dispositivo narrativo e sonoro che si concentra sulle relazioni storiche, umane e culturali tra Francia e Algeria. La cornice della Accademia di Francia a Roma sottolinea il carattere internazionale e insieme profondamente locale dell’iniziativa, che si inserisce con naturalezza nel tessuto culturale di Roma e del Lazio, offrendo ai lettori e agli spettatori del territorio un’occasione di ascolto e riflessione.

Due voci, un confronto

Nato da un progetto condiviso e destinato alla pubblicazione a settembre 2025 per Actes Sud, 'Pente raide' si presenta come un’opera a due voci che affronta le fratture e gli snodi di un legame complesso. La scrittura diventa confronto diretto, attraversa tensioni, memorie e contraddizioni, mette in scena pregiudizi e possibilità, speranze e incomprensioni, silenzi e rabbia. In questo dialogo, la dimensione performativa della lettura assume un ruolo decisivo: le parole si incontrano e talvolta si urtano, restituendo la densità di una relazione storica che non smette di interrogare il presente.

Temi al centro della serata

La performance coniuga testo e musica per aprire uno spazio di ascolto condiviso. Al centro ci sono i percorsi identitari e l’idea di appartenenza, l’eredità della memoria e la sua permanenza nel quotidiano, il peso della colpa e la possibilità di riconciliazione. Le due figure in scena, Samira e Marin, si fronteggiano su una 'pendenza ripida', immagine che diventa metafora di un equilibrio difficile da raggiungere ma impossibile da eludere. Ne nasce una partitura viva e urgente, capace di rendere percepibile la complessità di un rapporto che, tra Francia e Algeria, resta aperto e in continua ridefinizione.