Roma saluta uno dei suoi simboli verdi. A Villa Borghese, a pochi metri dalla terrazza del Pincio, è stato abbattuto lo storico Ginkgo biloba, piantato nei primi anni del secolo scorso e da oltre cento anni parte integrante del paesaggio dei giardini. La segnalazione è stata rilanciata dalla conduttrice tv Sveva Sagramola, lettrice della Rubrica delle lettere in Cronaca del Corriere Roma, e ripresa dal gruppo Facebook “Osservatorio Sherwood Villa Ada”.
Le reazioni dei cittadini
L’intervento a Villa Borghese ha provocato proteste e richieste di chiarimento. Diversi cittadini puntano il dito contro il Campidoglio, accusato di non aver informato preventivamente la comunità e di non aver reso pubbliche le analisi tecniche a sostegno della necessità dell’abbattimento. Le critiche sono circolate anche sui social, dove il caso è stato definito un colpo al patrimonio arboreo di Roma.
Un simbolo dei giardini di Villa Borghese
Il Ginkgo, noto come l’“albero d’oro” per il fogliame giallo paglierino che caratterizza l’autunno, svettava per quasi venti metri. È una specie antica, longeva e resistente, con esemplari che sono sopravvissuti persino al bombardamento nucleare di Hiroshima. Nel contesto delle ville storiche romane è considerato un riferimento botanico di grande valore.
Le richieste di chiarezza
Nel dibattito pubblico sono emerse domande precise. Nella lettera apparsa sul Corriere Roma si legge: “Da cittadina penso di poter chiedere, e forse anche pretendere, che la comunità venga avvertita dell'imminente abbattimento di un esemplare così importante per il benessere psicofisico delle persone e che costituisce un capitale naturale fondamentale per il futuro della città ai tempi del riscaldamento globale”.
Un passaggio molto condiviso sui social proviene dall’“Osservatorio Sherwood Villa Ada”: “Non c'era davvero alcuna possibile alternativa di cura? Dobbiamo assistere all'ennesimo esempio di albericidio con uno spregiudicato ricorso alle motoseghe che fa a pugni con i proclami ecologici del Campidoglio”.