Continua il fronte del no contro l'apertura di un nuovo varco carrabile a Villa Ada, uno dei polmoni verdi più amati di Roma. Dopo la mobilitazione di decine di associazioni ambientaliste e comitati cittadini, che alcune settimane fa si sono ritrovati in via San Filippo Martire, nel cuore dei Parioli, per ribadire il loro dissenso verso il progetto promosso dall'assessorato all'Ambiente, il varco di accesso da Parioli continua a far discutere.
Il varco della discordia
A essere contestata è la decisione del Comune di trasformare la storica “breccia di Villa Ada” – un varco informale utilizzato da oltre un secolo dai residenti per accedere al parco – in un ingresso ufficiale. Fin qui, nulla di strano. Ma ciò che ha sollevato la protesta è l’ipotesi di un accesso anche carrabile, che per le associazioni rischia di compromettere l’equilibrio naturale di una delle aree più selvagge e ricche di biodiversità del parco.
La “breccia” nacque nel 1921 da un gesto romantico: un giardiniere, di nome Filippo, avrebbe aperto quel varco per incontrare segretamente una dama della villa. Da allora, è rimasta un’entrata simbolica, legata a storie d’amore e passeggiate nella quiete verde della Capitale.
“Associazioni e Comitati” hanno detto “chiedono che in via di San Filippo Martire sia unicamente regolarizzato e sistemato un passaggio pedonale, perché attualmente c'è una scomoda ‘breccia’, esprimendo invece assoluta contrarietà alla realizzazione di un varco carrabile che prefigurerebbe lo stravolgimento di una delle zone più delicate e più ricche di biodiversità e wilderness di tutta Villa Ada”.