Leone XIV ridefinisce l’ordinamento del Vicariato di Roma con il motu proprio “Confirma Fratres Tuos”, firmato il 24 giugno e reso pubblico il 30 giugno 2026, sostituendo integralmente la costituzione “In Ecclesiarum communione” promulgata da Papa Francesco il 6 gennaio 2023. La dimensione spirituale e teologica viene confermata, con le immagini della Chiesa “samaritana”, “tenda mobile nel deserto”, “i pastori camminano con il popolo”, mentre cambia in profondità l’assetto di governo della diocesi del Papa.
Consiglio episcopale e direzione del Vicariato
Il precedente Consiglio episcopale, definito nel 2023 “organo primo della Sinodalità” e “luogo apicale del discernimento e delle decisioni pastorali e amministrative”, perde la natura apicale e diventa “organo consultivo” presieduto dal cardinale vicario, che lo convoca “periodicamente” per favorire l’unità dell’azione pastorale. Scompare la presidenza del Papa e, dove prima era richiesto il “consenso”, resta per lo più il parere. Diminuisce il peso del Consiglio anche nelle nomine: per i direttori degli uffici cade il “consenso”, sostituito dalla sola approvazione pontificia. Parallelamente cresce la centralità del cardinale vicario, che “ha l’alta ed effettiva direzione del Vicariato” e riferisce al Papa per le sole “iniziative importanti”, non più per quelle “eccedenti l’ordinaria amministrazione”. A lui spettano convocazione e presidenza dei consigli diocesani e l’approvazione del programma pastorale, senza passare dalla ratifica pontificia.
Ausiliari, vicegerente e Moderator curiae
I vescovi ausiliari, che nel 2023 avevano “potestà ordinaria vicaria nel Settore territoriale”, ora “operano al servizio delle realtà ecclesiali del Settore loro assegnato (…) in piena condivisione con il Cardinale Vicario”, mentre cade il riferimento al coordinamento tra potestà vicarie “concomitanti e concorrenti”. Il vicegerente non guida più autonomamente la Segreteria generale e “coadiuva il Cardinale Vicario nell’attuazione delle sue direttive”. Debutta il Moderator curiae, nominato dal Papa su presentazione del cardinale vicario, che “coordina le attività del Vicariato” e “vigila sul corretto adempimento dei compiti affidati al personale”.
Ambito amministrativo e motivazioni della riforma
Sul versante economico-amministrativo, il Consiglio diocesano per gli affari economici non è più descritto nel dettaglio come nel 2023, il consuntivo non richiede l’approvazione del Papa, la Commissione indipendente di vigilanza viene ricondotta a un proprio regolamento e scompare la figura del responsabile per la protezione dei dati. Resta invariata la sezione sui tribunali. Gli articoli passano da quarantacinque a quarantadue. A motivare l’intervento, si legge nel motu proprio, sono “l’esperienza maturata nell’applicazione” della costituzione del 2023 e “l’ascolto attento delle esigenze emerse nella vita pastorale della Diocesi”, vagliate da un gruppo di lavoro istituito a febbraio.