Prosegue nel Lazio la discussione sulle Unità di Rete del trasporto pubblico locale, con utenti alle prese con nuove tariffe e orari riorganizzati. Nel confronto si contrappongono Astral e Partito democratico, mentre i pendolari tra Roma e il resto della regione chiedono chiarezza sui servizi.
Cosa prevedono le Unità di Rete
Per cedere il 10% della produzione chilometrica di Cotral, la Regione Lazio ha suddiviso il territorio in 11 ambiti territoriali, le cosiddette Unità di Rete, con gestione centralizzata da Astral e affidamento delle corse a operatori privati. La riforma ha inciso sulle frequenze in diversi territori, con una riduzione di corse in alcune aree. Allo stesso tempo, prima dell’intervento, su 377 comuni del Lazio 191 non disponevano di un servizio di trasporto pubblico locale, contro 186 che lo avevano, con forti squilibri di risorse tra zone sovra finanziate e altre prive di fondi adeguati.
La posizione di Astral
In una nota, l’amministratore unico di Astral, Giuseppe Simeone, attribuisce l’impianto della riforma alla precedente amministrazione regionale: «Il progetto delle Udr (Unità di Rete) nasce con la legge regionale 28/2019 durante la presidenza di Nicola Zingaretti - scrive in una nota Simeone - la Regione Lazio, per elaborare il progetto, si rivolse all'Università La Sapienza che fece audizioni coi comuni (Dgr 912/2019 e 617/2020). Con Dgr 740 del 2022, la Giunta Zingaretti ha trasmesso all'Astral tutta la documentazione con la precisa disposizione di avviare le procedure di gara. Abbiamo, pertanto, ereditato un pacchetto già pronto, chiuso, la cui modifica non era nelle nostre possibilità».
Simeone evidenzia che solo dopo la pubblicazione della gara «è emersa una forte discordanza tra il progetto e le reali esigenze dei comuni e dei cittadini. Appena affidate le prime Udr, infatti, ne abbiamo scoperto tutte le criticità e che la riforma era totalmente lacunosa» aggiunge Simeone. «Avremmo potuto scaricare la responsabilità su altri, che l'avevano davvero, invece ci siamo messi a lavorare a testa bassa e abbiamo iniziato le audizioni con ogni singolo comune per adeguare il progetto. Avremmo potuto fare polemica, invece abbiamo operato con grande senso di responsabilità; responsabilità che spesso manca proprio a chi questa riforma la critica pur avendola ideata. Oggi ci siamo noi e, su mandato del presidente Rocca, faremo tutto il possibile per correggere gli errori fatti in passato e rendere questa riorganizzazione del Tpl davvero rispondente alle esigenze dell'utenza».
La replica del Partito democratico
Il consigliere regionale del Pd, Massimiliano Valeriani, ribatte sui social sostenendo che l’attuale governo regionale non avrebbe gestito con continuità il processo: «Dopo 3 anni durante i quali la giunta Rocca sì è totalmente disinteressata alla riforma del trasporto su gomma resa necessaria dalle regole europee, nell'ultimo anno invece il caos e la superficialità regnano assoluta».
Valeriani rivendica l’impostazione avviata nella scorsa legislatura: «Abbiamo avviato una grande riforma con 11 bandi per altrettanti ambiti territoriali , con i chilometri del passato piu quelli tolti alla Cotral. Una rivoluzione da gestire con cura e competenza politica. Invece davanti alle complessità di una riforma da attuare assistiamo ad un penoso scarica barile, la giunta incolpa Astral, Astral incolpa Cotral, i comuni e i cittadini giustamente danno la colpa alla Regione rea di aver avviato con approssimazione e senza una regia con i comuni stessi una modalità di servizio con troppe falle».
Infine, in vista dell’audizione di martedì in commissione trasporti, il consigliere aggiunge: «Una giunta fantasma, senza idee e che in quattro anni non ha prodotto una riforma. Martedì in commissione trasporti avremo modo di capire se qualcuno sta guidando questo processo o come temiamo, è un tutti contro tutti. Credo che mi divertirò ad ascoltarli».