Al XXII congresso della Uiltrasporti in corso a Roma, il segretario generale della Uil Pierpaolo Bombardieri è intervenuto sul tema del salario minimo e sul ruolo del contratto nazionale nel sistema delle tutele per i lavoratori. Le sue osservazioni hanno richiamato l’attenzione sul perimetro di applicazione della direttiva e sulla centralità della contrattazione collettiva.
Le dichiarazioni a Roma
“La direttiva sul salario minimo nasce dopo una serie di discussioni fatte in luoghi non ufficiali, l’abbiamo scritta noi e dice che il salario minimo si applica per i paesi dove non c’è il contratto nazionale”.
Lo ha affermato il leader sindacale intervenendo ai lavori congressuali, ribadendo l’importanza del contratto nazionale come riferimento per la regolazione dei rapporti di lavoro e delle garanzie accessorie, a partire da previdenza, diritti e coperture sanitarie.
Salario minimo e priorità sindacali
“Ho provato a spiegare a qualche politico del centro sinistra che io faccio il sindacalista”, aggiunge.
Al salario minimo “non siamo contrari ma il mio obiettivo è un altro. Se tu mi dici che vuoi applicare il salario minimo di 9 euro l’ora, io ti dico che al lavoratore anziché i 9 euro l’ora voglio dare i contratti firmati da noi che gli danno anche un’assicurazione, i diritti, la copertura sanitaria, un contratto”.
Il passaggio sottolinea l’orientamento della Uil a valorizzare gli strumenti della contrattazione collettiva sottoscritta dalle parti sociali. Nella sede congressuale di Roma, il focus resta sulla qualità dell’occupazione e sulle tutele che discendono dai contratti, considerati da Bombardieri come leva prioritaria per garantire un perimetro di diritti più ampio rispetto alla sola soglia del salario minimo.