La Tuscia rischia lo spopolamento, i sindacati lanciano l'allarme: "Va fermata la fuga dei giovani"
Ospite in collegamento: Maria Veltri, Segretaria Regionale Cisl LazioStiamo assistendo ormai da anni in Italia a quello che tutti conoscono come inverno demografico: le coppie non fanno più figli o ne fanno sempre meno. Numeri alla mano, negli ultimi dieci anni l'Italia intera ha assistito a una significativa diminuzione della popolazione tra i 15 e i 34 anni, con un calo di quasi 750mila unità (pari al -5,8%).
Nel Lazio la popolazione giovanile è passata da un milione e 208mila a un milione e 138mila, con un saldo negativo di quasi 70mila unità. La provincia di Viterbo ha registrato una diminuzione del 12,7%, passando da 66mila 686 giovani nel 2014 a 58mila 228 nel 2024. È 34esima in Italia, con 8mila 458 ragazzi in meno.
Tuscia, giovani senza prospettive che scappano
Poco lavoro e poco sviluppo si traducono in una grande fuga, non solo di cervelli ma anche di braccia. L'allarme è stato lanciato dai sindacati che hanno parlato della necessità di fermare la fuga dei giovani dalla Tuscia. A mancare nel territorio sono soprattutto le prospettive lavorative, la mancanza di stabilità, un futuro incerto e poco sicuro.
Temi al centro delle battaglie sindacali che si sposano alla perfezione con il tema scelto per il primo maggio: la sicurezza sul lavoro. Garantire un lavoro sicuro sotto tutti i punti di vista, allontana il rischio che le nuove generazioni scappino in cerca di qualcosa di migliore altrove.
NEL VIDEO LE RIFLESSIONI INSIEME A MARIA VELTRI.