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Trump attacca Leone XIV: replica del Papa dal volo per l’Africa

Trump attacca Leone XIV: replica del Papa dal volo per l’Africa

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Roma osserva con attenzione il nuovo strappo tra la Casa Bianca e il Vaticano. Nelle scorse ore il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha rivolto un attacco diretto a Leone XIV, definendolo «È un debole, pessimo in politica estera» e «terribile». Dall’aereo che lo porta in Africa, il Pontefice ha risposto senza esitazioni.

Le parole del Pontefice dal volo verso l’Africa

Alla domanda se tema l’amministrazione americana, Leone XIV ha chiarito: «No, non ho paura dell’amministrazione Trump, o di proclamare a voce alta il messaggio del Vangelo, che è quello che credo di dover essere qui a fare, per cui la Chiesa è qui. Noi non siamo politici, non guardiamo alla politica estera con la stessa prospettiva ma come costruttori di pace».

Il Papa ha poi aggiunto: «Non penso che il messaggio del Vangelo debba essere abusato come alcuni stanno facendo. Io continuo a parlare forte contro la guerra, cercando di promuovere la pace, promuovendo il dialogo e il multilateralismo con gli Stati per cercare soluzioni ai problemi. Troppa gente sta soffrendo oggi, troppi innocenti sono stati uccisi e credo che qualcuno debba alzarsi e dire che c'è una via migliore».

La nota dell’episcopato statunitense

La replica istituzionale è arrivata dall’arcivescovo Paul S. Coakley, presidente della Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti: «Papa Leone non è il suo rivale; né il Papa è un politico. È il Vicario di Cristo che parla dalla verità del Vangelo e per la cura delle anime».

Le accuse di Trump e i passaggi contestati

Trump ha rilanciato sui social che «Leone dovrebbe darsi una regolata come papa», dichiarando ai giornalisti di non essere «un grande fan». Il presidente ha inoltre accusato Leone XIV di essere «debole sul tema delle armi nucleari», dopo che il Pontefice aveva definito «totalmente inaccettabile» la minaccia di «distruggere la civiltà iraniana» nel contesto della guerra in Iran. In Piazza San Pietro, nella Domenica delle Palme, il Papa aveva richiamato i leader con le mani «piene di sangue» e definito il conflitto «atroce», esortando a trovare una «via d'uscita» e a «ridurre il livello di violenza».

Resta sullo sfondo il giudizio del Pontefice sulle politiche migratorie: «Chi dice: "Sono contro l'aborto ma sono d'accordo con il trattamento disumano degli immigrati negli Stati Uniti", non so se sia davvero pro-vita». Trump, replicando, ha parlato di Leone come «una persona molto liberale ed è un uomo che non crede nel fermare il crimine».

Il contesto a Roma e in Vaticano

Il dibattito ha un’eco diretta a Roma, cuore della cristianità, dove il viaggio del Papa e gli appelli per la pace vengono seguiti con attenzione. Tra Piazza San Pietro e i palazzi vaticani, la linea di Leone XIV resta improntata alla promozione del dialogo e alla condanna della «follia della guerra», con un’attenzione costante ai temi dell’immigrazione e della salvaguardia della vita.

Il post del sindaco di Roma, Roberto Gualtieri

''Roma è vicina a Papa Leone. Gli attacchi di Donald Trump al suo alto magistero spirituale e al suo impegno per la pace sono inaccettabili e feriscono sensibilità e coscienze. La città di Roma, legata in modo unico al suo Vescovo, ribadisce con fermezza i valori del rispetto, del dialogo e della pace''. Lo scrive su X il sindaco di Roma Roberto Gualtieri.