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Trevi, carabinieri smantellano gruppo del gioco delle campanelle: tredici denunciati

A Trevi i carabinieri denunciano 13 persone per truffa e giochi d’azzardo. Disposto allontanamento di 48 ore dal centro storico. Nel 2026 5 arresti e 157 denunce.

Trevi, carabinieri smantellano gruppo del gioco delle campanelle: tredici denunciati

Intervento mirato nel rione Trevi, dove i Carabinieri del Comando di Roma Piazza Venezia insieme ai militari della Stazione Roma San Lorenzo in Lucina hanno individuato e fermato un gruppo strutturato impegnato nel cosiddetto gioco delle campanelle. L’azione, condotta nel pomeriggio di ieri, ha portato alla denuncia di tredici persone, cittadini romeni e macedoni, sorpresi in flagranza mentre portavano avanti una condotta illecita con ruoli suddivisi e ben definiti nelle strade del cuore della Capitale.

Operazione nel rione Trevi

L’attività di controllo si è concentrata in un perimetro particolarmente sensibile del centro storico, tra via della Stamperia, piazza di Trevi, via in Arcione e via delle Muratte. Qui i militari hanno riscontrato la presenza di un gruppo organizzato che agiva in modo coordinato. L’intervento ha permesso di interrompere l’azione in corso e di procedere con le verifiche sull’identità e sui ruoli dei presenti, fino a formalizzare le denunce a carico di tutti e tredici i soggetti coinvolti.

Modalità di azione e ruoli definiti

Dalle verifiche svolte è emerso uno schema operativo basato su compiti precisi. Alcuni soggetti svolgevano la funzione di croupier, altri erano addetti alla manipolazione delle campanelle con l’obiettivo di ingannare i potenziali giocatori. Un’ulteriore parte del gruppo inscenava la figura dei finti scommettitori, mentre complici dedicati fingevano di ottenere vincite così da attirare l’attenzione e convincere ulteriori persone a partecipare al gioco. Ai margini dell’area erano state posizionate delle vedette, incaricate di segnalare con tempestività l’eventuale arrivo delle forze dell’ordine. Questa struttura a comparti ha consentito per un periodo di eludere i controlli, fino all’intervento dei Carabinieri che ha interrotto l’attività illecita.

I provvedimenti adottati

Nei confronti di tutti i tredici indagati è scattata la denuncia per truffa ed esercizio di giochi d’azzardo. I militari hanno inoltre emesso un ordine di allontanamento di quarantotto ore dall’area del centro storico di Roma. La misura è stata adottata per prevenire la reiterazione delle condotte, limitando l’accesso a un quadrante particolarmente esposto a fenomeni di illegalità diffusa e di turbativa del regolare transito di residenti e visitatori.

Controlli estesi nei luoghi simbolo della Capitale

L’operazione si inserisce nel più ampio impegno del Comando Provinciale di Roma, che nel corso del 2026 ha colpito in modo significativo la presenza di gruppi che tentano quotidianamente di posizionarsi nei luoghi simbolo della Capitale. Secondo quanto riferito, l’attività ha portato a cinque arresti e a centocinquantasette denunce con l’obiettivo dichiarato di ripristinare il decoro urbano. Il dato si raccorda con la strategia di contrasto alle pratiche illegali che gravano sulle aree a maggiore afflusso, dove la rapidità d’intervento e la costanza dei controlli risultano determinanti.

Presidio costante e prevenzione

La presenza congiunta dei reparti del Comando di Roma Piazza Venezia e della Stazione Roma San Lorenzo in Lucina conferma l’attenzione operativa sul quadrante di Trevi. Il servizio eseguito nel pomeriggio di ieri ha permesso di interrompere una sequenza di azioni finalizzate a confondere il passante e a indurre scommesse su un gioco vietato. Gli accertamenti effettuati sul posto hanno documentato la ripartizione dei ruoli e la capacità del gruppo di adattarsi alle condizioni del contesto urbano, aspetto che rende particolarmente rilevanti gli interventi tempestivi sul territorio.

Impatto sul contesto urbano

Il risultato conseguito con le tredici denunce e con l’ordine di allontanamento di quarantotto ore dal centro storico costituisce un segnale di forte presidio nelle aree storiche della città. L’azione contribuisce al contenimento di pratiche che, oltre a integrare ipotesi di reato, incidono negativamente sulla vivibilità e sull’immagine dei luoghi. La ricostruzione delle dinamiche interne al gruppo, con la presenza di croupier, addetti alla manipolazione delle campanelle, finti scommettitori, complici dedicati alle finte vincite e vedette, evidenzia un’organizzazione capace di sfruttare la confusione del contesto per massimizzare l’efficacia dell’inganno.

Quadro complessivo delle attività

Alla luce dei dati resi noti, l’azione nel rione Trevi si configura come una tappa di un percorso di vigilanza più ampio sul territorio di Roma, finalizzato a disarticolare gruppi strutturati che operano con modalità seriali. La prospettiva delineata dal Comando Provinciale di Roma per il 2026, con arresti e denunce già eseguiti, testimonia una strategia che combina presenza sul campo, immediatezza operativa e interventi mirati nei luoghi simbolo della Capitale. In questo contesto si colloca l’operazione di ieri, sviluppata tra via della Stamperia, piazza di Trevi, via in Arcione e via delle Muratte, dove è stata verificata l’azione concertata del gruppo e sono stati adottati i conseguenti provvedimenti.

L’esito del servizio rappresenta un passo significativo nel contenimento delle pratiche illecite legate ai giochi d’azzardo clandestini. La combinazione tra denunce e ordine di allontanamento punta a interrompere la disponibilità immediata del gruppo a riposizionarsi nella medesima area, riducendo l’impatto sul tessuto urbano e rafforzando la percezione di sicurezza. L’azione si inserisce in un solco operativo che, nel 2026, ha visto l’esecuzione di cinque arresti e centocinquantasette denunce, con l’obiettivo dichiarato di salvaguardare il decoro e la fruibilità degli spazi pubblici nel centro storico.