Atti alla magistratura, provvedimenti disciplinari e una stretta operativa sui controlli. È il quadro che emerge sul caso delle irregolarità nella “riduzione in cassetta” dei defunti nei cimiteri del Flaminio e di Maccarese, dove Ama ha già disposto sospensioni e licenziamenti nei confronti di 11 dipendenti. La documentazione raccolta sarà trasmessa alla Procura di Roma a piazzale Clodio, mentre la municipalizzata prosegue il piano di videosorveglianza già avviato e destinato a essere potenziato.
Il caso e gli atti trasmessi alla Procura
Secondo quanto ricostruito da Ama, una serie di segnalazioni interne ha portato a controlli mirati nei due cimiteri. Le verifiche hanno fatto emergere violazioni delle procedure di legge sulla gestione delle salme, con conseguenti provvedimenti disciplinari che, finora, consistono in sospensioni e licenziamenti per 11 dipendenti. Tutti gli atti sono stati predisposti per l’invio alla Procura di Roma e, oltre al profilo amministrativo già contestato, non si esclude che possano essere valutate anche ipotesi di reato di natura penale.
Il fascicolo ruota attorno alla prassi della “riduzione in cassetta”, passaggio previsto dalle norme cimiteriali ma subordinato a tempistiche e condizioni precise. Le anomalie riscontrate riguarderebbero proprio la mancata osservanza delle regole che disciplinano tale passaggio.
La procedura prevista dalla legge
La normativa in materia consente l’esumazione e la collocazione dei resti ossei in un’apposita cassetta di zinco sigillata. Tale operazione è possibile soltanto dopo la cosiddetta “mineralizzazione” del corpo, ovvero il processo biologico naturale che porta alla completa decomposizione dei tessuti molli, lasciando esclusivamente ossa ripulite. Proprio su questo snodo, secondo Ama, sarebbero state accertate ripetute violazioni della procedura.
Il quadro delineato dalle ispezioni mette dunque a fuoco una presunta esecuzione della riduzione prima del completamento della mineralizzazione, in contrasto con i tempi tecnici e legali richiesti. Un comportamento che, se confermato, integra una grave irregolarità nella gestione dei servizi cimiteriali.
Le ipotesi al vaglio: possibili vantaggi economici
Sul fronte investigativo interno, l’azienda sta valutando anche un possibile movente economico. Una delle ipotesi allo studio è che l’irregolarità possa aver generato benefici per alcuni operatori e un risparmio per le famiglie dei defunti. In particolare, si ipotizza la richiesta di somme di denaro in cambio di falsi certificati di mineralizzazione, considerato che il trasferimento in una cassetta più piccola implica, per i congiunti, costi inferiori rispetto al mantenimento della salma nella bara.
Al momento, il profilo contestato è quello amministrativo. Gli eventuali risvolti penali saranno valutati dalla magistratura sulla base degli atti che Ama ha predisposto per il conferimento a piazzale Clodio.
Controlli e videosorveglianza: il piano di Ama
Accanto all’azione disciplinare e alla trasmissione degli atti, Ama rafforza la prevenzione. La municipalizzata ha avviato da tempo un progetto di videosorveglianza lungo i perimetri dei cimiteri e nelle aree sensibili, con l’obiettivo di incrementare il monitoraggio delle operazioni. Alla luce dell’ultima vicenda, non è escluso un ampliamento dei dispositivi, per elevare il livello di controllo e assicurare la corretta tracciabilità delle attività cimiteriali.
L’orientamento alla trasparenza e alla vigilanza continua si inserisce nel cosiddetto doppio binario delineato dall’azienda: da un lato la gestione degli esiti ispettivi e dei provvedimenti; dall’altro l’implementazione di strumenti tecnologici e organizzativi per prevenire ulteriori violazioni.
Le reazioni istituzionali nel territorio
La richiesta di maggiore chiarezza è arrivata con forza dal territorio. Il sindaco di Fiumicino, Mario Baccini, si è espresso affinché siano ricostruiti con precisione portata e periodo delle anomalie riscontrate. In particolare, Baccini ha chiesto «affinché sia possibile conoscere l’estensione temporale e quantitativa delle anomalie riscontrate, verificare se e in quale misura abbiano interessato defunti e famiglie» del proprio Comune.
Un invito alla stretta sui controlli arriva anche da esponenti capitolini di Forza Italia, che sollecitano l’installazione di sistemi di videosorveglianza nei cimiteri interessati. Sulla stessa linea, il segretario di Forza Italia Roma, Luisa Regimenti, afferma: «Quanto avvenuto nei cimiteri Flaminio e Maccarese testimonia che la nostra denuncia sulla cattiva gestione dei servizi cimiteriali di quasi un anno fa aveva un solido fondamento. Per questo noi abbiamo chiesto l’installazione di impianti di videosorveglianza, nuove assunzioni e investimenti anche privati per rendere più decorosi i nostri cimiteri».
Tracciabilità delle operazioni e tutela delle famiglie
La corretta applicazione della procedura di riduzione in cassetta è cruciale per la tutela dei diritti delle famiglie e per il rispetto della dignità dei defunti. Il potenziamento dei controlli e l’adozione di tecnologie di monitoraggio possono contribuire a ridurre il margine di discrezionalità nelle operazioni più delicate, garantendo tempistiche e verifiche aderenti ai parametri di legge.
In questo contesto, la collaborazione tra amministrazione, azienda e autorità giudiziaria assume un ruolo centrale. L’obiettivo dichiarato è quello di consolidare procedure chiare e verificabili, in grado di prevenire comportamenti irregolari e assicurare standard omogenei nei cimiteri interessati.
I prossimi passi
Nei prossimi giorni l’attenzione resterà puntata sugli sviluppi degli accertamenti e sull’iter in Procura. L’esame della documentazione permetterà di definire l’eventuale sussistenza di responsabilità penali oltre a quelle amministrative già emerse. Parallelamente, Ama proseguirà il piano di controlli e videosorveglianza, percorso che potrebbe estendersi ulteriormente per rafforzare la prevenzione e restituire piena fiducia ai cittadini nella gestione dei servizi cimiteriali di Roma e del litorale.